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I militari in missione: «Basta con gli slogan contro di noi»

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A Chianciano gli antimperialisti invitano la resistenza afghana

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I militari di stanza in Afghanistan non si tirano indietro, obbediscono agli ordini impartiti dal governo. I primi malumori, pacati arrivano dalle montagne afghane dove le critiche che dall'Italia vengono mosse ai nostri militari non piacciano proprio. «Stiamo qui per fare il nostro dovere. Siamo stufi di assistere a quei comizi televisivi e in piazza dove chi sostiene la pace la sostiene come accaduto in passato, e senza vergogna di se stesso e del clan di appartenenza , e gridando "10, 100, 1000 Nassiryah" e bruciando i simulacri con le divise dell'esercito italiano». Timori che dalle basi di Herat e Kabul si materializzano nella manifestazione prevista per il 24 e 25 marzo a Chianciano dove sono stati invitati i rappresentanti della «guerriglia irachena» e anche di quella afghana. Il comitato organizatore per «l'Iraq libero» ha infatti annunciato la presenza di Rahim Ramim che parlerà sul tema: «La verità sull'Afghanistan occupato». Un convegno tutto a senso unico organizzato dai Comitati Antimperialisti. Da chi non ha letto, come consigliato dal ministro D'Alema, i testi dei taleban su come e perchè uccidere i «comunisti». Mau.Pic.

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