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Il senatùr chiude il settimo congresso della Lega. Cade l'ipotesi del referendum sulla legge elettorale

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Ieri il settimo congresso della Lega lombarda non ha offerto colpi di scena ma due riconferme importanti: Giancarlo Giorgetti, rieletto ad acclamazione segretario lombardo, e soprattutto Umberto Bossi che, fra le ovazioni, ha annunciato che al congresso federale si ripresenterà come segretario. «Colpi di scena ci saranno eventualmente lì» scherza Bossi con i giornalisti. È di buon umore il senatur e si ferma volentieri fra i suoi militanti che gli urlano «tieni duro» e scandiscono «Bossi, Bossi» ogni volta che entra nella sala del congresso. Per ora, comunque, il leader conferma che «le alleanze sono ferme», che «non c'è motivo per cambiare». «Quando ho detto a Berlusconi che sulla legge elettorale volevamo partecipare al tavolo perché si parla del nostro futuro — racconta — ha detto sì». «Bene» quindi che l'ex premier abbia rifiutato il referendum per cambiare la legge elettorale a cui la Lega Nord è assolutamente contraria. Comunque il Carroccio ha sempre in mano «un'arma: possiamo andare da soli — dice il segretario — Noi i voti li pigliamo. La forza di certi partiti è di avere un patto di alleanza con noi. Senza sarebbero molto meno forti». Alla fine, però, le decisioni e le eventuali sorprese sono rimandati al congresso federale, che si svolgerà nei prossimi mesi anche se non è stato ancora fissata la data. «Quello — sottolinea Bossi — è il vero congresso in cui si decidono le alleanze. Tutto è legato al federalismo». Che il federalismo sia l'obiettivo da perseguire lo chiarisce anche il rieletto Giorgetti. «È sbagliato ragionare di destra o sinistra — sottolinea — Dobbiamo avere come stella polare il federalismo». E se il federalismo è l'orsa maggiore per far orientare la Lega, «il timoniere» è senza dubbio Bossi. Così lo ha definito Roberto Castelli, il capogruppo al Senato. «Prima faceva tutto, era anche la barca — spiega — Ora lui è il timoniere e noi remiamo». Per questo la sua decisione di ripresentarsi come segretario federale non sorprende nessuno. «Non c'era altra possibilità — spiega l'ex guardasigilli — Ogni tanto sono aleggiate voci, non so come, ma è lui il collante della Lega». «C'è una sola Lega — aggiunge Roberto Calderoli — e un solo segretario». In questo senso il congresso lombardo ha portato a casa «un grande risultato. C'era chi si aspettava un periodo di crisi, da qui esce la compattezza del movimento». «La Lega l'ho fatta io - conferma Bossi - come faccio a mollarla?». Quindi «resto lì ancora un po' di tempo e faccio piangere tutti quelli che sperano che molli».

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