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«Troppo caos Serve un accordo in tempi stretti»

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«C'è un limite oggettivo, sia per la maggioranza che per il governo, al numero degli emendamenti - spiega Visco arrivando a Montecitorio per la riunione con la maggioranza per gli ultimi ritocchi alla manovra economica - Non si può andare avanti all'infinito, bisogna mettere un punto fermo» alla richieste «siano esse fondate o meno». Secondo Visco, per le modifiche chieste dai gruppi potrebbe servire qualcosa in meno di un miliardo di euro, anche se i margini per ulteriori interventi rimangono stretti. Dichiarazioni, poi, parzialmente smentite: «Non c'è alcuno stop per nessuno, ma solo l'esigenza di trovare un accordo sulla finanziaria in tempi brevi», ha detto Visco, sostenendo che il suo pensiero era stato travisato. Il primo «basta» del viceministro fu, qualche giorno fa, al pressing dei partiti dell'ala massimalista della maggioranza per il ritorno dell'aliquota del 45 per cento. Lo stop questa volta lo ha messo alle richieste di ministri e sottosegretari dei vari dicasteri che battono cassa. Un copione non estraneo a ogni manovra di bilancio pubblico, ma che in questo caso presenta qualche difficoltà politica in più per la coalizione governativa. Infatti, lo scarto a favore della maggioranza in Parlamento, ovvero al Senato, è risicato e questo complica gli spazi di manovra. Intervenendo alla presentazione del rapporto Cer sulla Finanziaria e i conti pubblici, Visco ha sottolineato inoltre che «la manovra non può fare miracoli. Gran parte delle polemiche - ha detto - derivano dall'idea che si possano risanare i problemi con una finanziaria. Non è così. Questo è l'inizio di un programma di rilancio, la manovra è una complessa operazione di riequilibrio, il sistema stava andando fuori controllo». Il viceministro ha aggiunto che quella che il governo sta approntando «è una manovra molto difficile da impostare e da realizzare, perchè la situazione data era molto seria e complessa». Visco però ha anche ribadito che questa «è una manovra che il risanamento lo fa, il bilancio recupera i parametri canonici e lo fa in un anno solo. C'è un aggiustamento strutturale - ha aggiunto Visco - di un punto di Pil, che era quello previsto. Non si hanno impatti negativi sulla crescita. Ci sono effetti redistributivi che, suppongo, il 90 per cento delle persone può considerare positivi». Allo stop di Visco è arrivata la replica del capogruppo dei Verdi Angelo Bonelli: «Sono sorpreso - ha detto - dalla parole di Visco, visto che non ci sono state richieste aggiuntive ma nella riunione di oggi, in virtù anche dello spirito del vertice di Villa Pamphili, abbiamo ribadito i punti della Finanziaria su cui occorre investire: sicurezza, giustizia, la ricerca, la mobilità sostenibile e i disabili. Abbiamo anche indicato dove è possibile effettuare tagli per reperire risorse». Su precari, sicurezza, apprendisti artigiani e fondo per i non autosufficienti - ha detto il relatore alla Finanziaria Michele Ventura - oggi arriveranno le risposte per quello che riguarda le risorse disponibili. Che a quanto risulta ammontano a circa un miliardo di euro. E non si esclude che il gettito delle entrate fiscali potrebbe renderne disponibili altre. Ad ogni modo è iniziata in aula la discussione generale sulla Finanziaria e anche se il governo ancora nega, la fiducia continua a rimanere la soluzione finale più gettonata per far passare con questa procedura - dopo il decreto fiscale - anche la Finanziaria. Il leader di An Gianfranco Fini, presentando gli emendamenti del suo partito al testo della manovra, ha minacciato una reazione durissima qualora il governo dovesse ricorrere ancora una volta alla fiducia e ha fatto capire che, pur di non fornire alibi alla maggioranza, il suo partito è pronto a selezionare un numero di emendamenti ristretto. La maggioranza infatti già da qualche giorno ha condizionato la fiducia al comportamento che mostrerà l'opposizione - l'alibi di cui parlava Fini. E che il clima politico nell'Union

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