Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

E il «nemico» Walter torna Re di Roma

Esplora:
default_image

  • a
  • a
  • a

Il futuro è di Rutelli e Veltroni». Non si sa se l'Ingegnere abbia capacità divinatorie fatto sta che non sbagliava. A distanza di otto mesi sono loro i veri protagonisti della scena politica. Dalla leadership del futuro Partito Democratico alla battaglia per la «conquista» di Roma non c'è tavolo su cui i due non giochino le loro carte. Tutto è iniziato nei giorni caldi dell'elezione del Capo dello Stato. La maggioranza è alla ricerca di un candidato che possa ottenere un consenso bipartisan e Veltroni ha il suo asso nella manica: Giuliano Amato. Il sindaco di Roma ci prova, ma trova sulla sua strada Francesco Rutelli che prima lo spalleggia (contro D'Alema), poi prova a lanciare sul Colle Franco Marini e infine accoglie positivamente la candidatura di Giorgio Napolitano. Passano poche settimane e Prodi è alle prese con le poltrone dell'esecutivo. Veltroni ha una sola richiesta: Goffredo Bettini (l'uomo che rappresenta i Ds a Roma) ministro dei Beni Culturali. Per ottenere quel dicastero farebbe di tutto, anche abbandonare alla sorte la fidata Giovanna Melandri che, infatti, è costretta a giocare in proprio la partita per strappare un posto nel governo. Ma Rutelli non ci sta. Vuole per sè quella poltrona e ci riesce. Il perché di questa impuntatura lo si capisce appena il vicepremier comincia a mettere le «mani in pasta». Meno di cento giorni e vengono completamente ridisegnati i Consigli di Amministrazione di Cinecittà Holding, Istituto Luce e Filmitalia. Mentre si prepara l'assalto all'Ente del Cinema e al Centro Sperimentale di Cinematografia. Anche in questo caso non si tratta di mosse casuali. In questo modo, infatti, Rutelli torna a tessere la sua rete di potere nella Capitale in competizione, ovviamente, con Veltroni. Ma non finisce qui. Altro giro di nomine e altro «schiaffo» al sindaco di Roma. Stavolta la posta in gioco è il vertice di Fs. Anche qui Veltroni punta a piazzare il fedelissimo Fabiano Fabiani presidente della romana Acea. Niente da fare, da Rutelli arriva il «niet». Sullo sfondo, come se non bastasse, la sfida per la leadership del futuro Partito Democratico. Veltroni ha tutte le carte in regola visto che a Roma, l'esperienza del Pd è già in stato avanzato. Ma Rutelli non ha nessuna intenzione di rimanere a guardare e così ieri ha prima lanciato un ultimatum dalle pagine dell'Espresso («Senza il Partito Democratico cade il governo») e poi, al termine del Consiglio dei Ministri, si è intrattenuto in «positivo scambio di opinioni» sul tema assieme al presidente Ds Massimo D'Alema. Poca cosa visto che ieri Walter Veltroni ha portato a casa un risultato ben più importante ottenendo «i poteri speciali in materia di interventi e opere strutturali per la mobilità e il traffico». Qualcuno dice che si tratti di un regalo del ministro dell'Interno Giuliano Amato dopo il sostegno nella corsa al Colle. Altri che si tratti del risarcimento per le sconfitte passate. Altri ancora di un patto tra il sindaco e Prodi (che per inciso non ha mai avuto «ottimi» rapporti con il «bello guaglione» Rutelli). Fatto sta che la battaglia tra i due continua. Come andrà a finire, probabilmente, lo sa solo l'Ingegner De Benedetti.

Dai blog