RUTELLI
«Fini e Casini troppo allineati, non ci sarà mai un dopo-Berlusconi»
È Francesco Rutelli che, in una lunga intervista che verrà pubblicata oggi dal quotidiano della Margherita Europa, fa un bilancio della campagna elettorale e delinea gli scenari futuri. «Berlusconi - dichiara il presidente dei Dl - si è mosso con lo scopo di radicalizzare lo scontro e riportare alle urne il maggior numero possibile di elettori del 2001. È stata una strategia con una sua logica, ma certo una campagna di questo genere non è adatta ad avvicinare al centrodestra quelli che sono incerti tra i due schieramenti». Rutelli riconosce poi che da parte del centrosinistra c'è stato «un errore di analisi»: «Avevamo pensato che dalla sconfitta del centrodestra sarebbe uscito in qualche modo un "dopo-Berlusconi". Abbiamo sbagliato - spiega - dovevamo capire che una prospettiva di questo tipo era tramontata fin dallo scorso anno, al momento dell'estromissione di Follini dalla guida dell'Udc. Il riallineamento di Fini e Casini è stato totale, reso solo più patetico da quella storia delle tre punte». Sul fronte del conflitto d'interessi Rutelli non ha dubbi: «Nessuno di noi vuole danneggiare l'azienda Mediaset. Dobbiamo risolvere il conflitto d'interessi e lo faremo». Il presidente della Margherita poi è certo che il Partito democratico «si farà». «E tanto meglio si farà - sottolinea - in quanto andrà bene la Margherita. Siamo il partito più giovane e per questo abbiamo bisogno di ricevere dal voto una rassicurazione». Qual è l'obiettivo? «La Margherita - risponde - deve essere a due cifre, e quanto più staremo sopra, tanto meglio potremo partecipare a questo progetto».
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