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Il Professore e Mastella contestati alla manifestazione da Radicali e Arcigay

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Il popolo colorato e rumoroso dei pacs riunito ieri in massa a piazza Farnese lo ha dimostrato, urlato e scritto in tutte le lingue: quel Prodi lì, che prima sposa i pacs, poi tentenna, fa marcia indietro sulle unioni gay, e ora si dichiara «amareggiato» per la manifestazione romana dell'Arcigay e dell'Arcilesbiche dal sapore anti-clericale, non gli piace affatto. «Prodi, siamo noi gli "amareggiati", anzi siamo "inc....neri"», dice chiaro e tondo uno striscione che avanza verso il palco. E il Professore ancora una volta ha diviso il centrosinistra. Fendendo la folla fatta di uomini, donne, qualche bambino e alcuni travestiti, tra cui Wladimir Luxuria vestito da sposa, si arriva al palco. Alessandro Cecchi Paone conduttore-simbolo della kermesse, se la prende con Clemente Mastella. «Lui e Luca Volontè sono persone molto volgari, non come noi che chiediamo il riconoscimento dei nostri diritti. Io mi considero radical-liberale, ma qui sono soprattutto in servizio civile, viva l'amore e viva i pacs». Sventolano molte bandiere della Rosa nel Pugno e dei Verdi. Pochissime dei Ds e nessuna della Margherita. Solo verso la fine arriva un forte attacco al premier da parte di una rappresentante di una coppia lesbica, mentre fin dall'inizio il bersaglio dei rappresentanti politici presenti è solo Prodi. «Non condivido le parole di Prodi sulla manifestazione», dice Enrico Boselli che pensa anche «a quale profondo travaglio debba affrontare di fronte alle parole del Papa il Professore, un cattolico liberale che è andato a votare al referendum sulla procreazione assistita, che difende le unioni civili e la legge sull'aborto». Tra i primi ad arrivare, Franco Giordano, di Rifondazione Comunista. Daniele Capezzone, segretario dei radicali italiani, lancia subito tre messaggi, di cui uno a Prodi: «Mi spiace che Prodi sia amareggiato ma credo lo siano di più i cittadini senza diritti». Dietro al palco ci sono anche Bobo Craxi, Franco Grillini, Pecoraro Scanio e Marco Pannella, subito placcato dal Valentino di Striscia la notizia. «Scusi, ma questa mantella grigia che indossa è da prete forse?», lo incalza «Valentino». «Ma che dici! - risponde il leader radicale - Questa è una mantella da cocchiere, la tonaca ce l'hai in testa tu». Il diessino Grillini cerca di ricucire. Ma è molto dura. A parte la frattura insanabile con Prodi, Margherita e Udeur, in piazza Farnese alcuni dei leader «amici» non si sono visti. Fausto Bertinotti ad esempio. E pure Oliviero Diliberto, che polemizza. «Se io e Prodi fossimo d'accordo su tutto saremmo nello stesso partito». «L'Unione deve dire chiaramente che intende fare sui pacs: vogliamo un'operazione verità», sintetizza Giuseppe Mariani presidente della Pari Opportunità del Lazio. Quando Giovanni Palombarini, giudice della suprema corte di Cassazione, presenta simbolicamente 5 coppie, si pensa subito ad un «reality-pacs». Invece non succede nulla. In compenso cercano di fare il loro ingresso in piazza saltimbanchi e danzatori bicolori dai volti dipinti: una piccola banda proveniente dal centri sociali. Grillini poi si rivolge a Prodi: «Caro Romano, con affetto e con amicizia, da bolognese a bolognese - sottolinea come presidente onorario di Arcigay - ti dico che il riconoscimento delle coppie di fatto ci farà vincere le elezioni». Quello che dice Imma Battaglia, presidente di Gay Project che la dice lunga sui sentimenti della «base» dell'Unione: «Sono amareggiata di aver votato Prodi alle primarie. Io voglio un politico». E ancora: «Prodi deve capire che i nostri voti non sono garantiti deve conquistarseli. Siamo stufi di Prodi e di tutti i preti come lui».

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