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Avete dato voce a milioni di italiani «Ringrazio Il Tempo che controcorrente ha dato voce al pensiero ...

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La scienza oggi ci conferma ciò che la fede e il buonsenso hanno sempre affermato, in quell'istante stesso in cui il seme maschile incontra l'ovulo femminile c'è una persona nuova, unica ed irripetibile. Come ha affermato Giovanni Paolo II: "L'aborto e l'eutanasia sono dunque crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare. Leggi di questo tipo non solo non creano nessun obbligo per la coscienza, ma sollevano piuttosto un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante obiezione di coscienza" (Evangelium Vitae n.73). Le lobbies della cultura della morte sono economicamente ed strutturalmente ben organizzate, ma è necessario opporsi ad esse con coraggio attraverso una nuova e propositiva cultura della vita, come primo passo noi chiediamo l'abolizione dell'infame e omicida legge 194. Grazie. Fabrizio Verduchi Presidente Italia Cristiana Quella foto ci aiuta a capire la realtà «Audace direttore Bechis, il suo quotidiano è arrivato tra le mie mani per cause di forza maggiore in realtà, in quanto collaboro con un altro quotidiano di Salerno che è allegato a Il Tempo. Il mestiere di giornalista è quello di informare, ma in questo caso con la scioccante foto di "lui" in prima pagina, lei da giornalista è andato oltre. Lei scuote le coscienze, apre un'inchiesta che non solo informa appunto, ma, a differenza di chi lo accusa di non vedere, lei di fatto, con lo strumento della carta stampata ci fa inforcare i pesanti occhiali della realtà; ci aiuta a vedere le cose come stanno. Le riflessioni scaturite dalla foto sono infinite. Enormi sono le mani con i guanti che mostrano il cadavere di quel feto, che di contro è invece piccolissimo nelle sue dimensioni. Ha idea di quello che una umile ragazza di ventiquattro anni possa provare nel vedere la vita recisa, svuotata, gettata; vita che un giorno potrebbe dare ella stessa? È un pugno nello stomaco. Quelle mani così grandi interpretano la sopravvalutazione che ogni uomo o donna ha di se stesso. Il superuomo che crede di essere l'unico artefice di se stesso, e nel contempo, un superuomo che crede di poter legiferare e decisionare sulla vita sia essa in fieri o già pensante. Poi c'è "lui", piccolissimo, essenza e materia di vita, rappresenta ciò che l'uomo è in verità, piccolezza, debolezza. Le grandi mani credono di poter imporsi su tutto, sulla vita, sulla morte; ma sono cieche, non si rendono conto che "lui" è esse stesse, è quelle mani che uccidono. Finalmente lei, con quella foto ha davvero fatto quello che si opera solo in teoria, ha sensibilizzato il pubblico, ha ridato a questo imminente Natale il proprio valore, quel valore che da secoli gli è stato estorto; ha ridimensionato, anche solo per un attimo, la sfrenata megalomania dell'uomo contemporaneo, che tutto è convinto di poter programmare, senza spirito, senza Dio. Ho visto, caro direttore, quel pizzico della parola "valore" risorgere dalle ceneri. Grazie». Daniela De Martino

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