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LA RELAZIONE DI FAZIO AL CICR

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Il 22 aprile la Banca Popolare di Lodi presentava alla Banca d'Italia un'informativa preventiva concernente un progetto di acquisizione del controllo di Antonveneta tramite un'OPS. L'istanza formale venne presentata il 5 maggio. Da stime preliminari emergeva che, dopo l'acquisizione, indipendentemente dall'entità delle adesioni all'OPS, i coefficienti patrimoniali di BPL sarebbero risultati superiori al minimo regolamentare. Inoltre, il prospettato aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro avrebbe ulteriormente elevato le eccedenze patrimoniali. Nel mese di aprile si intensificarono le attività di verifica condotte dalla CONSOB, con la quale la Banca d'Italia aveva intrattenuto fin da febbraio specifici rapporti di collaborazione in merito alle operazioni sul capitale di Antonveneta. Fra i vari aspetti, la CONSOB informava la Banca d'Italia circa l'acquisizione di azioni di Antonveneta eseguita da BPL per conto di diversi operatori. La circostanza è stata approfondita dalla Commissione sulla base dapprima di informazioni richieste alla banca lodigiana e, successivamente, di accertamenti ispettivi e dei dati della Centrale dei rischi richiesti in due riprese alla Banca d'Italia. Le richieste di dati della Centrale dei rischi, inoltrate il 20 aprile e il 4 maggio, sono state soddisfatte dalla Banca d'Italia rispettivamente in sei e in due giorni lavorativi. Il 10 maggio la CONSOB, nell'ambito delle sue specifiche competenze, deliberava la sussistenza di un patto parasociale non dichiarato tra BPL e altri soggetti, azionisti di Antonveneta, avente per oggetto l'acquisto concertato di azioni di BAPV e l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante sulla banca stessa; la delibera poneva l'attenzione anche sulle modalità di concessione dei finanziamenti per l'acquisto di azioni della stessa Antonveneta. La Banca d'Italia comunicava prontamente la sospensione dei diritti di voto ai soggetti indicati nella delibera della CONSOB e avviava la procedura sanzionatoria amministrativa nei loro confronti per le violazioni della normativa in materia di 11 comunicazione dei patti parasociali alla Vigilanza e di autorizzazione all'acquisizione di partecipazioni rilevanti. Valutando inoltre che si fossero determinate inosservanze delle disposizioni in materia di gestione del credito, veniva avviata un'ulteriore procedura sanzionatoria nei confronti della BPL. La delibera della CONSOB, trasmessa alla Banca d'Italia con lettera dell'11 maggio, modificava sostanzialmente il quadro informativo a disposizione della Vigilanza; l'obbligo di un'offerta pubblica di acquisto, con ulteriore esborso di contante, mutava il complessivo contesto delle valutazioni di vigilanza. Il 17 maggio BPL, adeguandosi agli obblighi conseguenti all'accertamento della CONSOB, sottoponeva alla Banca d'Italia l'istanza anche per l'OPA obbligatoria e trasformava l'OPS presentata in data 5 maggio in una offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS volontaria) avente contenuto sostanzialmente analogo all'OPS. Contestualmente BPL promuoveva la stipula di un patto parasociale tra i soggetti indicati nella delibera CONSOB, che veniva comunicato ai sensi dell'art. 20 TUB. Il 2 giugno l'assemblea della Banca Popolare di Lodi deliberava un aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro; in tale contesto, la denominazione della banca veniva modificata in Banca Popolare Italiana. Il collocamento si è concluso il 15 luglio con adesioni pari al 99 per cento, portando i ratios patrimoniali su livelli ampiamente superiori ai minimi regolamentari. In considerazione degli elementi di incertezza rilevati in merito alle operazioni di copertura patrimoniale dell'OPA obbligatoria, l'8 giugno la Banca d'Italia procedeva a richiedere a BPI elementi documentali sugli interventi diretti ad assicurare il mantenimento del requisito dell'8 per cento anche dopo l'acquisizione. Inoltre la Vigilanza formalizzava alcuni principi guida, di particolare rigore, che BPI doveva seguire per assicurare la sostenibilità

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