Le ultime parole famose «La Cdl ormai è a pezzi»
L'ex ministro dell'Interno era convinto di vincere le elezioni comunali e non ne aveva fatto mistero. Ma i catanesi probabilmente non hanno dimenticato che Enzo Bianco non esitò a lasciare la poltrona di sindaco nel dicembre del 1999 per correre al Viminale, facendo commissariare l'amministrazione comunale. Tra l'11 e il 15 maggio scorso Bianco aveva detto a chiare lettere: «Se domenica vinco io, l'anno prossimo avremo Romano a Palazzo Chigi, Luca a Palazzo delle Aquile, Ferdinando a Palazzo D'Orleans» (Corriere della Sera, 11 maggio 2005). Sempre al Corriere, Bianco spiega di voler vincere da solo la partita: «Prodi è venuto un mese e mezzo fa. Nell'ultima settimana io non voglio nessun leader nazionale; se mi affido ai partiti sono perduto, il voto di lista mi penalizza rischio di non avere la maggioranza al Comune». Due giorni dopo, il 13 maggio, all'Unità, dichiara: «Per loro (il centrodestra) questa è l'ultima spiaggia, non c'è altro arretramento possibile». Il giorno successivo Enzo Bianco accosta la possibile sconfitta del centrodestra alla ritirata sul Don nel 1942: «Mi pare che qui sta letteralmente venendo a pezzi la maggioranza di centrodestra. Mi sembra che ci sia aria di disfatta. Mi fa ricordare la ritirata di Russia» (Europa, 14 maggio 2005).
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