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Schiarita sulle riforme, Regionali nel 2006 Bossi minaccia le dimissioni, poi tutto rientra. In serata vertice di maggioranza per siglare l'intesa

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La Cdl si è compattata sull'idea della contestualità dell'elezione dei senatori con i Consigli regionali, e sta anche studiando l'idea di «allineare» le elezioni Regionali del 2005 a quelle politiche del 2006 per far partire questa soluzione. La notte degli equivoci è iniziata l'altro ieri, quando alla conferenza dei capigruppo del Senato, il presidente Marcello Pera ha suggerito di rinviare dall'aula alla commissione il solo articolo 3 delle riforme, che riguarda composizione e natura del Senato federale, visto che si stava aprendo un dialogo tra maggioranza e opposizione. Intanto il premier Berlusconi, parlando a Porta a Porta era sembrato bocciare la contestualità delle elezioni, fortemente voluta da Bossi. Sia il ministro per le riforme che il relatore, Francesco D'Onofrio, si sono allarmati temendo che il ritorno in commissione potesse affossare l'intero provvedimento. D'Onofrio ha minacciato esplicitamente le dimissioni in Senato, mentre i parlamentari della Cdl riferivano che la stessa minaccia fosse stata fatta anche da Bossi, anche se questi ha smentito nel pomeriggio. Quel che è certo è il chiarimento tra il ministro e Berlusconi è giunto in serata: il premier ha confermato il sì alla contestualità delle elezioni, partendo però da un iniziale allineamento che poteva avvenire nel 2006, spostando le elezioni regionali del 2005. «Berlusconi è favorevole alla contestualità - ha assicurato ieri Bossi in Senato - però prevedendo l'allineamento sincronico». L'altra ipotesi, infatti, era quello di allungare la legislatura dell'attuale Senato prevedendo poi una graduale sostituzione dei senatori di ciascuna regione al momento delle varie elezioni regionali (Friuli nel 2008, Sardegna nel 2009, regioni a statuto ordinario nel 2010, ecc). Insomma è «l'election day» evocato da Berlusconi nel salotto di Bruno Vespa. «Al centrosinistra - ha commentato Bossi - gli togliamo la predella...». «Il presidente è saggio - ha aggiunto il Senatur sorridendo - a dire che va bene l'allineamento, anche perché sarebbe crudele farlo perdere tante volte». «Ci sono due passaggi preliminari - spiega un senatore che chiede di non essere citato - allo slittamento delle regionali: accertare che sia tecnicamente possibile, anche se per ora gli uffici legislativi ci dicono che basta una legge ordinaria; e poi vedere se Ciampi la firma. Altrimenti non scateniamo una guerra con il centrosinistra». D'Onofrio è abbottonato: «Io non dico niente, ma queste non sono voci di corridoio: l'allineamento lo ha proposto Berlusconi da Vespa». Comunque sia la palla passa ora ai leader della Cdl che si vedranno lunedì, secondo quanto ha riferito il ministro Bossi. Ministro che aveva ritrovato il sorriso dichiarandosi «ottimista». «È una battaglia - ha commentato - in cui ogni tanto si cade per terra, ma è normale». Nella serata di ieri s'è svolto un vertice di maggioranza per sciogliere gli ultimi nodi.

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