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Ora precedenza al decreto salva-reti

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Il dl è già calendarizzato da domani in commissione e dal 16 febbraio in Aula. Lo ha detto il relatore del ddl Gasparri, Paolo Romani (FI), dopo la crisi in aula sul voto al ddl. «È inutile nascondersi dietro un dito: c'è un problema politico», ha sottolineato Romani. «Se ci sono stati franchi tiratori anche sulle pregiudiziali, mi sembra ovvio che ci sia un giudizio negativo da parte di alcuni esponenti della maggioranza». Una maggioranza che «non ha dato certo prova di compattezza». «Evidentemente l'accordo fra tutti i partiti della maggioranza trovato ieri in sede tecnica sul Sic - ha detto ancora il relatore del provvedimento - non ha trovato poi riscontro in sede politica. Ho l'impressione che i contenuti della legge fossero tali da soddisfare le esigenze della maggioranza: evidentemente ci sono problemi politici di altro tipo, che poco o nulla hanno a che fare con la legge stessa. Dobbiamo prendere atto di una situazione di difficoltà oggettiva nella maggioranza». Se infatti un «primo scenario» può essere legato a una «cattiva comunicazione» dell'accordo raggiunto sul Sic, c'è un «secondo scenario direttamente connesso con la verifica» di governo. Quanto al voto dei franchi tiratori, concentratosi su parti non decisive della legge, «è accaduto anche l'altra volta», ha ricordato Romani. «Fatta eccezione per la prima volta, con il voto sull'emendamento Giulietti, che riguardava invece un aspetto fondamentale». A questo punto in commissione si approfondiranno gli articoli successivi al 7, quelli non votati dall'Aula, in particolare il 15 (sul Sic e sui tetti Antitrust) e il 25 (sul digitale). In ogni caso, il decreto «avrà la precedenza, questa settimana con la discussione generale, la prossima con il voto sugli emendamenti e poi con l'approdo in Aula il 16» ed è possibile che invece il disegno di legge vada incontro a «un passaggio un pò più lungo di una settimana».

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