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«Bankitalia garante, un ruolo da difendere»

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Tesauro fa un errore a considerare «un'anomalia» la sua funzione antitrust

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Questa è la convinzione del Presidente della Commissione Finanze del Senato Riccardo Pedrizzi di Alleanza Nazionale. Presidente Pedrizzi, Bankitalia deve continuare a volgere la funzione di Antitrust del settore bancario o considera questo ruolo un'anomalia, come afferma il Garante della Concorrenza Tesauro? «E' necessario capire quali sono gli effetti del ruolo di Bankitalia sul sistema italiano e come si è evoluto. Oggi, c'è più concorrenza nel settore, c'è una capitalizzazione migliore e una buona capacità nel far fronte alla concorrenza internazionale. Dobbiamo riconoscere che l'impulso impresso da Bankitalia a partire dalla metà degli anni '90 ha portato ad una trasformazione superiore a quella avvenuta nei paesi più industrializzati. La ristrutturazione del sistema creditizio è stata buona: c'è stata la privatizzazione delle aziende di credito, la quotazione di alcune banche in borsa, acquisizioni e fusioni di istituti per un valore complessivo superiore a quello che è avvenuto negli altri paesi». Ritiene che sia un problema il fatto che l'Istituto centrale sia presente in molte banche. Il Garante per la concorrenza ha invitato alla prudenza. «Non penso che questo sia un ostacolo. Buona parte del portafoglio di Bankitalia è detenuto da fondazioni bancarie che sono enti pubblici disciplinati dal diritto privato. Le fondazioni bancarie hanno un ruolo pubblico, ma non sono in contrapposizione con Bankitalia. Attraverso la vigilanza, la Banca centrale deve andare oltre e non tenere conto solo degli azionisti delle banche. Secondo la Costituzione italiana, Bankitalia deve tutelare il risparmio (articolo 47, "La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme", nda)». Pensa che da parte di Tesauro ci sia stata la volontà di acquisire il controllo di Bankitalia sugli istituti di credito e che questo possa influire sulla discussione che riguarda il progetto del governo sul riordino delle Authority del ministro della Funzione pubblica Mazzella? «Il disegno di legge di Mazzella non ha intaccato il ruolo di Bankitalia». Certo, ma c'erano state polemiche. Non è così? «C'è stato un gruppo di interesse che non condivide la duplice funzione di Bankitalia: tutela del risparmio e controllo del sistema. La Banca di via Nazionale può svolgere bene tutti e due questi ruoli perché riesce a monitorare meglio il territorio attraverso le filiali. Un'Authority non lo può fare perché rileva fenomeni di distorsione della concorrenza attraverso segnalazioni, mentre Bankitalia è a più stretto contatto con la realtà del settore e può garantire la trasparenza bancaria. Pochi osservatori rilevano che le decisioni di Bankitalia come Authority del settore vengono assunte tenendo conto anche dell'Authority del garante del mercato e non si sa che esiste un accordo di collaborazione tra le due autorità che fu sottoscritto nel 1996 e che ha funzionato fino ad oggi». Ritiene che le delibere di Bankitalia dal 1999 ad oggi debbano essere ritenute illegittime come ventilano alcune fondazioni bancarie di Firenze perché il capitale dell'istituto centrale non è più pubblico e questo contraddice lo spirito dell'articolo 3 dello statuto di Bankitalia? «Il diritto amministrativo non considera come ente pubblico quella società il cui capitale è costituito da capitale pubblico, ma in base al ruolo e alle funzioni che svolge per la collettività, anche se gestito da privati. Il cambiamento che ha seguito le privatizzazioni del sistema bancario va adeguato modificando lo Statuto di Bankitalia non dichiarando le sue delibere illegittime».

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