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«Sospendere i processi atto di civiltà»

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Il «lodo Maccanico» può rasserenare gli animi. «Se avesse vinto Rutelli, saremmo alla farsa»

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Ignazio La Russa, capogruppo dei 99 deputati di Alleanza Nazionale, scherza volentieri sui suoi nomignoli. Ma quando parla di politica è rigoroso, avendola cominciata a masticare a 14 anni. Ora ne ha 55, è un siciliano trapiantato a Milano, è avvocato cassazionista ed è deputato da quattro legislature. Secondo Francesco Rutelli, "l'Italia rischia di scivolare in un regime"... «L'Italia ha rischiato invece di finire nella farsa, se il centrosinistra, con Rutelli leader, avesse vinto le elezioni. Oggi l'Italia è in una fase di grande modernizzazione, mentre noto che le sinistre sono sempre abbarbicate ad una vecchia visione della società e della politica». Ha fatto bene il Presidente Berlusconi a rendere dichiarazioni spontanee al tribunale di Milano? «Non solo ha fatto bene, ma Berlusconi ha dimostrato, attraverso le reazioni della sinistra ammalata di berluscofobia, che qualunque cosa faccia ottiene sempre la stessa reazione di livore. Finché non è andato in Tribunale, la sinistra tuonava che Berlusconi doveva difendersi solo davanti ai magistrati. Quando ci è andato, ha tuonato che il modo era sbagliato... Insomma, la sinistra vorrebbe non solo che Berlusconi vada in Tribunale, ma che vi si rechi con il capo chino, ricoperto di cenere e magari con una scimitarra pronta a tagliargli la testa». Non a caso l'on. Dario Franceschini della "margherita", ha detto: "Il presidente-operaio Berlusconi, invece di lavorare per il paese, dedica le sue giornate alle sue vicende giudiziarie". «Non conoscevo bene Berlusconi prima che entrasse in politica. Ora che lo vedo spesso, devo dire che se anche volesse occuparsi della sua vicenda, non avrebbe neanche un minuto libero per farlo. Veramente, e contrariamente ai molti che non se lo aspettavano, Berlusconi è un uomo concreto e del fare anche da politico. E' diventato un vero statista». Lei crede che una gran parte della magistratura sia politicizzata? «Non una grande, ma una piccola parte. E tuttavia, bisogna tener presente che la radicalizzazione dello scontro tra politica e magistratura degli ultimi anni ha prodotto effetti a catena. Una parte dei magistrati più moderati si è convinta che i giudici debbono controllare la politica, così come una parte dei politici moderati oggi rifiuta il ruolo invadente dei giudici». C'è quindi stata una doppia invasione di campo? «Sicuramente. Da parte della magistratura c'è stata una enorme invadenza. Ora, fino al 1994 la cosa era non dico giustificabile, ma almeno causata dal fatto che molti politici erano in tutt'altre faccende affaccendati. Ma dopo il 1994, con il nuovo Parlamento completamente legittimato, la magistratura non è rientrata nel suo normale alveo costituzionale, che prevede che la politica sia lasciata fuori dalla sua porta, ed ha proseguito nell'opera di invadenza. Ciò che ha provocato una reazione uguale e contraria». Cos'è il "lodo Maccanico" e a cosa serve? «Nel 1993 il Parlamento ha abolito l'immunità per deputati e senatori. Allora non era stato tuttavia considerato che il governo può avere ministri parlamentari e non. La situazione di oggi vede quindi l'Italia come unico paese democratico nel quale il governo o i giudici costituzionali non godono di speciali garanzie. Il "lodo Maccanico" è una legge che consente ai massimi esponenti dello Stato di non essere sottoposti a procedimento penale fino a quando ricoprono l'incarico. Il procedimento si ferma e si riaprirà, senza far venir meno i termini di prescrizione, quando l'incarico cessa. Credo che sia una norma di civiltà e che serve anche per rasserenare gli animi. Se questa legge fosse già in vigore, tante polemiche non ci sarebbero state». Le sinistre sono contrarie al ritorno dell'immunità in Italia, ma la stanno votando al Parlamento Europeo. In questo modo gli 82 europarlamentari italiani l'avranno, i

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