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«Partiranno mille italiani Un diplomatico nel governo provvisorio»

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Alfredo Mantica, sottosegretario agli Esteri (con delega proprio al Medio Oriente) frena sulla candidatura di Emma Bonino nel cosiddetto «governo provvisorio dell'Iraq». Senatore, perché esclude esponenti politici? «Perché proporli non avrebbe senso. L'Ohra, che sarà guidata da Garner, è una struttura tecnica, non politica. È sbagliato anche definirla governo provvisorio» Ma c'è già un nome? «C'è una proposta e c'è un ok del presidente del Consiglio». Oggi il governo chiederà al Parlamento il via libera per l'invio dei Carabinieri. Quindi sono previsti tempi brevi? «L'Italia sarà in prima linea per tutta la parte che possiamo chiamare dell'emergenza civile». E che tipo di intervento sarà? «Anzitutto diciamo che i trecento Carabinieri non costituiranno il contigente italiano al completo». No? E quanti italiani andranno in Iraq? «Circa mille». Mille? «Mille. Molti civili si occuperanno degli aiuti umanitari per la prima fase della ricostruzione». Anche della ricostruzione? «Sì, ma stiamo parlando sempre della prima fase, quella dell'emergenza. Quindi, dobbiamo pensare ad un ruolo nel rifacimento urgente delle reti: telecomunicazioni, strade, ferrovie. Partiranno anche molti civili». Non solo militari e diplomatici? «Assolutamente. Ci saranno tecnici dell'Ambiente, dei Lavori Pubblici e delle aziende municipalizzate» Delle municipalizzate? «Certo, noi avremo anche un ruolo di primo piano nella gestione delle acque. Quindi per la ricostruzione e nella costruzione vera e proprio degli acquedotti. Le ricordo che a Bassora la metà della città non aveva l'acqua già prima del conflitto. E poi lavoreremo moltissimo anche per depurazione e desalinizzazione». Saranno comprese le Ong? «Sto parlando solo dell'intervento pubblico. Nel quale, ovviamente, si inseriranno anche le Ong». Quanto durerà questa fase? «L'emergenza è già iniziata ma l'Ohra, che è pronta, entrerà in Iraq un minuto dopo la fine della guerra». E quando completerà il suo lavoro? «Tutta la fase della gestione anglo-americana, dunque tra i 3 e i sei mesi». F. D. O.

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