Dritto e rovescio, Capezzone silenzia Petrini su tutta la linea: “Ranucci? Mutismo e ipocrisia”
Un confronto acceso, senza sconti, quello andato in onda ieri sera a "Diritto e Rovescio", il programma di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio. Protagonisti dello scontro della puntata di giovedì 3 settembre sono il direttore de "Il Tempo", Daniele Capezzone, e la giornalista Valentina Petrini, su un tema che da giorni infiamma il dibattito pubblico: i compensi lordi della redazione di "Report", il programma di Rai 3 in precedenza condotto da Sigfrido Ranucci, resi noti da un'inchiesta esclusiva del nostro giornale. Capezzone ha rivendicato il lavoro della redazione: "Abbiamo dato notizie vere su compensi lordi, comprese le spese, tutto quanto documentato". Capezzone ha comunque rilanciato la domanda che, a suo dire, nessuno vuole porsi davvero: "Sapere che mezza redazione di 'Report' guadagna più di un parlamentare, più di un deputato, più di un senatore, più del presidente della Repubblica, più del capo della polizia, più del comandante generale dell'Arma dei carabinieri, è una notizia o no?". Un affondo diretto contro chi, secondo il direttore de "Il Tempo", ha bollato l'inchiesta come un attacco strumentale: "Ma vergognatevi! Avete raccontato di tutto, ma se uno tira fuori una notizia scomoda vi mettete a piangere".
Cruciani non fa sconti e infilza Ranucci: “Vittimismo ridicolo, rimproveri sé stesso”
Nel corso del confronto, Capezzone ha chiamato in causa anche Petrini su un tema distinto, quello delle accuse di comportamenti inappropriati rivolte da alcune giornaliste a Ranucci: "La Petrini, che ricordo molto attiva sul MeToo, dica una parola sulle accuse che delle donne giornaliste hanno rivolto a Ranucci per messaggi e comportamenti inappropriati. E invece sta muta anche su questo. Siete ipocriti!" Netta la replica di Valentina Petrini, che ha respinto l'accusa di doppiopesismo e ribaltato il piano dello scontro: "Se ci sono denunce siamo con loro, le sottolineo sempre". Ma ha bollato come inaccettabile il modo in cui è stata condotta la campagna sui compensi: "Pubblica i salari di tutti i conduttori Rai". E ha chiuso rivolgendo l'accusa ai suoi interlocutori: "Voi uomini avete ancora un piede nel Medioevo".
Scontro acceso tra Giubilei e Aprile sulla fine dell'era Ranucci: “Nessuna epurazione”
A chiudere il siparietto, con la consueta vena polemica, Giuseppe Cruciani: "Abbiamo scoperto che per mobilitare le Petrini non bastano le interviste: ci vogliono le denunce". Uno scambio che fotografa, plasticamente, la spaccatura che da settimane attraversa il mondo dell'informazione italiana attorno al caso "Report": da una parte chi rivendica il diritto-dovere di conoscere come vengono spesi i soldi pubblici della Rai, dall'altra chi denuncia un attacco mirato a delegittimare una trasmissione scomoda per il potere.
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