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Bonelli alla corte di Thiago Avila, leader di Flotilla amico di Hezbollah e Hamas

Alessandro Bertoldi
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 «Tutto il vecchio moralismo è di sinistra», cantava il grande Giorgio Gaber, e non aveva affatto torto. Questa massima vale ancora oggi se si guarda alla sinistra nostrana e a quella di tutto l’Occidente: stanno quasi sempre dalla parte sbagliata, risultando incoerenti o persino contraddittori rispetto ai principi che professano e ai diritti che dicono di difendere. Però amano fare la morale a tutti. In Europa, con Italia e Spagna in testa, fanno della democrazia e delle battaglie per i diritti civili Lgbt la loro bandiera, ma al contempo fanno lingua in bocca con i regimi islamisti e comunisti di tutto il mondo: dalla Palestina a Cuba, passando per Cina e Iran. Difendono di solito proprio coloro che opprimono i propri cittadini, limitano la democrazia o impiccano i gay. Minimo comune denominatore? Sono antioccidentali, una versione 4.0 del vecchio antimperialismo: l’idea di dover combattere Stati Uniti e Israele a tutti i costi, persino associandosi e sostenendo degli spietati regimi che uccidono e affamano. Senza parlare della simpatia che hanno maturato per la «resistenza» palestinese e libanese, da Hamas a Hezbollah, così come per altri gruppi terroristici.

Sembrano non vedere più i loro crimini. In questi giorni il leader di Alleanza Verdi e Sinistra e portavoce di Europa Verde si trova in Brasile, dove regna uno degli ultimi idoli della sinistra globale, Inácio Lula da Silva, e Paese dove il 4 ottobre si terranno le elezioni generali. Chi ha incontrato l’altro ieri il deputato italiano? Thiago Ávila, proprio l’attivista climatico e per i diritti umani, leader della Flotilla per Gaza. Arrestato più volte da Israele, accusato di molestie sessuali da alcune frequentatrici delle barchette umanitarie e, infine, grande simpatizzante di Hezbollah e dell’Iran , nonché dei terroristi palestinesi. Si è candidato al Parlamento brasiliano e Bonelli ha ben pensato di tirargli la volata con un post su Facebook nelle scorse ore: «Sostengo con convinzione la candidatura di Thiago Avila a deputato federale. Il Brasile ha bisogno di una voce come la sua nelle istituzioni», ha scritto, dopo averlo elogiato per il suo impegno per l’ambiente e i diritti umani.

 

Sfondo d’ordinanza nella foto? La bandiera palestinese e quella cubana, ovviamente per solidarizzare con il regime «rivoluzionario» e non con il popolo oppresso dallo stesso. Ma a Bonelli sono sfuggite alcune informazioni sul suo amico Thiago?

Avila ha partecipato al funerale di Hassan Nasrallah (leader di Hezbollah, ucciso da Israele) a Beirut, invitato insieme ad altri influencer.
Lo ha descritto come «martire», «ispiratore» nella lotta anticoloniale e antimperialista e ha affermato di averlo conosciuto a 19 anni. È stato filmato mentre intonava slogan come «Morte a Israele», «Morte all’America» e «Vittoria all’Islam». Ha partecipato a un summit internazionale su Gaza a Teheran nel 2024 e ha ricevuto riconoscimenti dall’ambasciata iraniana in Brasile. Ha detto pubblicamente di «disprezzare Israele e gli Stati Uniti» e ha posato in foto con Leila Khaled (membro del FPLP, noto per i dirottamenti aerei negli anni ’70), definendola una delle persone che ammira di più. Senza tralasciare che quest’anno il New York Post lo ha accusato di aver avuto rapporti sessuali poco consenzienti con almeno tre volontarie durante una missione della Flotilla, abusando della sua posizione di "leader" del movimento: accuse poi respinte dallo stesso e negate (o insabbiate) dalla Flotilla. Per finire, proprio in Brasile, gli agricoltori dell’assentamento Canaã lo hanno accusato di non aver pagato verdure acquistate tra il 2019 e il 2023 per il progetto Bem Vivere di aver promesso salari di circa 2.300 reais mensili con contratto regolare, senza poi rispettare tali promesse.

Insomma, caro Bonelli, noi siamo garantisti, a differenza sua, ma questo Avila non sembra proprio un modello di rettitudine morale. Non sapeva nulla di tutto ciò oppure le fa piacere essere associato a personaggi come questo? Sono questi i vostri nuovi miti? Perché in Italia non sembrate proprio così indulgenti verso chi viene accusato di reati ben minori.

Attendiamo una risposta, da chi ha fatto della "morale" e della legalità in politica la sua bandiera da sventolare.

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