L'Aria che Tira, il sondaggio di Mannheimer: "Il 50% degli italiani vuole il nucleare”
“La metà degli italiani vuole il nucleare”. Lo ha dichiarato il noto sondaggista Renato Mannheimer durante un’intervista a L'Aria che Tira, il programma di approfondimento politico e attualità in onda tutti i giorni su La7. “Noi siamo cambiati, gradatamente è cresciuta nel Paese l’apertura verso il nucleare. - ha osservato l’esperto - Grossomodo dicono di essere favorevoli al nucleare il 50% dei cittadini, quindi siamo a metà. Qualche ricerca è sopra il 50%, qualcuna sotto, ma siamo lì. Quello che manca ancora in Italia è l’informazione sul nucleare sostenibile. Tuttavia c’è stata una crescita graduale negli anni, dai tempi del referendum, tra il 5 e il 10% all’anno si convincono”. Sulle differenze generazionali ha aggiunto: “Riguardo alle fasce d’età sono più aperti verso il nucleare i giovani”, mentre “gli anziani hanno ancora qualche dubbio”. Più in generale, “la questione è molto trasversale, con un po’ di freno nei partiti del centrosinistra e maggiore entusiasmo a destra. - ha puntualizzato Mannheimer -. Ma metà degli italiani lo vogliono”.
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Filini: “La sinistra predica bene ma razzola male”
Sullo stesso tema è intervenuto anche Francesco Filini: “La sinistra predica tanto bene ma razzola male. - ha detto rispondendo a una domanda del conduttore - Perché quando si tratta di mettere a terra gli impianti rinnovabili, dove governa la sinistra non si fanno. Perché non vogliono le pale eoliche e tutte quelle rinnovabili che la stessa sinistra propaganda ma non fa. Noi che siamo gente un po’ più concreta, le cose le facciamo”. Filini ha poi sottolineato che “con il governo Meloni la produzione di energie rinnovabili è cresciuta enormemente rispetto al passato”, aggiungendo: “Stiamo parlando della solita sinistra, che è tanto brava a dipingere un mondo perfetto, dove tutto funziona col sole, ma poi non lo fa. Noi, invece, ci adoperiamo concretamente”. Infine ha concluso: “Nel resto d’Europa funziona anche il nucleare. E il nucleare bisogna farlo, dobbiamo consegnare ai nostri figli e nipoti un Paese normale, dove si possa pagare la bolletta dell’energia. Perché quarant’anni di propaganda antinuclearista, soffiata sulla paura di Chernobyl e Fukushima, hanno portato a costi enormi per i cittadini e le imprese”.
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