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Federtennis prenota un posto a La Stampa. Ma è giallo sulle quote

Foto: Lapresse

Filippo Caleri
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Qualcosa non torna nell’ingresso della Federtennis, guidata Angelo Binaghi, nel quotidiano La Stampa attraverso l’acquisto di una quota della società Sae (Sapere Aude Editori) di Alberto Leonardis che ha rilevato il giornale dalla famiglia Agnelli per un corrispettivo di 22,5 milioni di euro. Con una mossa da parte di un ente sportivo, inusuale ma prevista comunque dallo statuto, il dominus del tennis italiano è entrato con un chip consistente, 5 milioni di euro, per assicurarsi il 6,7% della holding che ha in pancia, oltre al giornale torinese, la Nuova Sardegna e alcune testate storiche quali La Provincia Pavese, Il Tirreno, la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio.

La perplessità nasce da una considerazione prettamente contabile. Il valore del capitale sociale della Sae, secondo l’ultima visura camerale disponibile è pari a 4.867.019 euro. Un disallineamento non indifferente tra i valori in gioco che apre a perplessità e a dubbi su cosa effettivamente abbia acquisito Binaghi con l'ingresso Sì, perché stante la situazione attuale i 5 milioni sarebbero sufficienti a far diventare Federtennis il socio di maggioranza della Sae. Sempre secondo l’ultimo atto del registro delle imprese visionato da Il Tempo, oggi i soci della Sapere Aude Editori, sono 25 con in mano azioni dal valore nominale di un euro. Si va da chi ne ha la maggioranza con 830.647 nel portafoglio della Toscana Sviluppo 2.0 Srl (per un valore in euro analogo al numero di titoli) fino a pacchetti di 5 mila azioni in mano a persone fisiche. Con questi numeri, gli unici dati visibili, non è possibile capire cosa la Federtennis otterrà nella transazione. Unico ragionamento possibile, in mancanza di elementi contrattuali, è quello matematico. Stante l’ipotesi che il capitale sociale sia quello evidenziato, il 6,7% corrisponde a 313.731 euro con un analogo numero di azioni. Risultato: il sovrapprezzo pagato sarebbe pari, per sottrazione, a 4.553.288 euro. Una somma che non cela nessun mistero ma nemmeno dà chiarezza.

Una transazione economica si configura come un contratto tra due libere volontà, che possono accordarsi secondo modalità che meglio convengono. Così nulla esclude che il prezzo complessivo sia costituito da una quota per ottenere azioni, e dunque partecipare alla compagine sociale magari con l’inserimento di consiglieri nel cda, più una parte per assicurarsi servizi e partenariati nel futuro attraverso le articolazioni societarie della Sae. Federtennis non ha mai nascosto la sua intenzione di rafforzare la sua presenza a Torino attraverso l’ingresso ne La Stampa per assicurare una presenza mediatica forte durante lo svolgimento delle Atp Finals che quest’anno e il prossimo saranno ospitate a Torino. Non solo. La presenza nel gruppo di Leonardis di alcune società di comunicazione potrebbe assicurare un braccio mediatico di supporto allo sviluppo delle attività del tennis in un momento magico, vedi l’effetto Sinner, per il settore. Resta il dubbio su cosa effettivamente Binaghi abbia effettivamente acquistato attraverso la controllata Sportcast. E soprattutto se i suoi iscritti che pagano e alimentano il bilancio della federazione abbiano pagato più del dovuto l'ingresso nella holding Sae. Per sciogliere il nodo non sarà necessario attendere a lungo. Il 13 maggio scorso presso l'archivio del registro delle imprese è stata depositata una pratica, solo protocollata, e ancora in fase di lavorazione che prevede la variazione del capitale sociale, dell’elenco soci e modifiche statutarie. Solo allora quando questi elementi saranno chiari si potrà realmente percepire la finalità e la bontà dell’investimento di Federtennis. Fino a quel momento le perplessità sull’economicità dell’operazione restano sul tavolo. E i dubbi legittimi.

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