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Grazia a Minetti, siluro di Porro a Ranucci: "La vera pista da seguire..."
L'inchiesta del Fatto quotidiano che ha sollevato il caso della grazia a Nicole MInetti concessa dal capo dello Stato, le indiscrezioni di Report, il cortocircuito tra informazione, giustizia e politica. Se ne parla nella puntata di lunedì 4 maggio di Quarta Repubblica, su Rete 4. Nicola Porro in apertura di trasmissione parla dell'iter di affidamento del piccolo uruguayano intorno a cui gira la vicenda: "Uno potrebbe iniziare a parlare del caso del Minetti, che è un caso che non ha nulla più a che fare con la vita giudiziaria di questa ragazza che è stata condannata e che è stata graziata. Vedremo fino a quando. Uno potrebbe iniziare con delle belle suggestioni, pensando che ci siano delle fonti nostre che ci raccontano che in questo momento Nicole Minetti sta in un santuario in India a riflettere sulla bontà dello Spirito Santo. Però purtroppo non funziona così il giornalismo...", afferma il conduttore in quella che sembra una stoccata a Ranucci per l'uscita sul Ministro della Giustizia Nordio a Report (qui tutta la storia).
E ancora: "Le nostre fonti da verificare o da non verificare non sono una notizia che si dà in apertura in una trasmissione. Semmai in apertura in una trasmissione, e questa non è una lezione di giornalismo ma è un modo banale con cui ci comportiamo, è magari leggere qualche carta. Quando l'hai verificata, converrebbe anche raccontarla in televisione", continua Porro. Insomma, i giornali fanno il loro lavoro legittimamente ma talvolta "si creano dei mostri" che diventano anche "fattori politici".
In seguito Porro torna sulla vicenda mostrando gli spezzoni di È sempre Cartabianca e Report, compreso quello in cui Ranucci spiega: "Non ho dato una notizia non verificata ma ho detto che stiamo verificando una notizia che è una cosa un po' diversa. Nordio ha telefonato in trasmissione e ha smentito la notizia di essere stato nel ranch di Cipriani, però ne prendiamo atto. Tuttavia da una notizia in fase di verifica ne sono uscite due, invece confermate. Primo che Nordio è stato effettivamente in Uruguay i primi giorni di marzo del 2025 e seconda che conosce, proprio per sua ammissione, il padre di Giuseppe Cipriani".
"Vale veramente tutto, io mi inchino alla bravura giornalistica di Ranucci - afferma ironicamente Porro - e io seguo le lezioni di Ranucci e comprendo due cose. La prima è che lui ha questa idea dei giornalisti condannati per diffamazione un po' pregiudizievole, quindi vorrei spiegare a Ranucci che invece Travaglio è bravissimo nonostante sia stato condannato tante volte per diffamazione ed è proprio il suo giornale che ha tirato fuori tutte le cose su cui lui sta indagando". E ancora: "Due cose non le posso accettare", Report "non ha bisogno delle dichiarazioni di Nordio in televisione per sapere che il Ministro è andato in Uruguay perché era un viaggio di Stato ed era avvenuto in un marzo di un anno precedente rispetto a quello in cui la fonte che doveva verificare l'avrebbe messo in relazione... E' una cosa stupenda!", attacca Porro. "E poi ovviamente c'è la vicenda della conoscenza del vecchio Cipriani che rende la storia molto importante, perché il fatto che si conoscano il più grande ristoratore di Venezia e un ministro e un ex procuratore di Venezia è una pista che io se fossi lui seguirei con attenzione... Però c'è poco da ridere".