Principe Andrea, le schegge arrivano a re Carlo: le mail che terrorizzano la Corona
Una serie di email trapelate riapre lo scandalo che coinvolge il principe Andrea e solleva interrogativi diretti sul livello di conoscenza di re Carlo sulle attività dell’ex duca di York. Secondo quanto riportato ieri dal “Mail on Sunday”, il sovrano sarebbe stato informato anni fa dei legami di Andrea non solo con Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense condannato per reati sessuali, ma anche con i Rowland, una coppia di banchieri al centro di un dossier sensibile.
Fonti interne, riprese anche dal Corriere della Sera nella sua edizione internazionale, indicano che già nel 2019 i legali della regina Elisabetta e il segretario privato dell’allora principe Carlo avrebbero ricevuto messaggi che descrivevano la natura e l’intensità dei rapporti tra Andrea, David e Jonathan Rowland, fondatori della Banque Havilland, istituto di credito lussemburghese poi revocato dalla vigilanza europea nel 2024.
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Nei documenti si leggeva, secondo il quotidiano britannico, che l’ex principe avrebbe anteposto gli interessi personali nei confronti dei Rowland rispetto alle responsabilità verso la famiglia reale. Un secondo scambio di email, sempre datato 2019, suggeriva che i Rowland avessero chiesto ad Andrea un ruolo di sostegno nella creazione della loro banca e che avessero effettuato versamenti economici a lui e alla sua allora moglie, Sarah Ferguson.
Era già noto che Andrea - durante il suo periodo come inviato speciale del governo per il commercio e gli investimenti - avesse frequentemente viaggiato con i Rowland e li considerasse parte del suo cerchio più stretto. Indagini giornalistiche, tra cui una inchiesta di “Bloomberg” di alcuni anni fa, avevano inoltre documentato come il principe avesse segnalato opportunità di investimento ai due banchieri, mentre David Rowland gestiva le sue finanze personali.
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Emergono anche dettagli finanziari che erano già circolati in passato: contributi di 40 mila sterline a Sarah Ferguson, un’offerta di 1,5 milioni di sterline per saldare debiti personali di Andrea, e persino informazioni sensibili condivise dall’ex duca sui mercati islandesi durante la crisi finanziaria del 2010.
Ma dai fascicoli collegati alla vicenda Epstein compaiono ora messaggi che mostrano quanto sia proseguita la vicinanza tra Andrea e i Rowland anche dopo la condanna di Epstein, con tentativi dell’ex principe di promuovere i servizi finanziari dei Rowland ai contatti di Epstein.
L’email pubblicata dal “Mail on Sunday” sembra far sorgere il dubbio che Carlo fosse almeno in parte a conoscenza di queste dinamiche già all’epoca in cui era erede al trono. Una possibile spiegazione, ipotizzata anche da analisti citati dal quotidiano di via Solferino, è che Carlo - rispettoso del desiderio della madre di proteggere il fratello - abbia preferito non intervenire. Tuttavia, in un clima politico e mediatico ormai ostile, questa versione appare oggi difficile da sostenere per l’opinione pubblica britannica.
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“Chi sapeva cosa e quando?”, ha titolato ieri in prima pagina il “Sunday Mirror”, mentre cresce la pressione in Parlamento. Il deputato conservatore ed ex sottosegretario alla Sicurezza Tom Tugendhat ha affermato che la vicenda solleva “domande urgenti sull’influenza di Paesi esteri e sulla sicurezza nazionale”, suggerendo la possibilità che Andrea possa rispondere anche di accuse gravi come tradimento.
Un portavoce di re Carlo, contattato dal “Mail on Sunday”, ha invitato chiunque abbia informazioni a metterle a disposizione delle autorità competenti e ha assicurato che il re collaborerà pienamente con le indagini in corso. Nel frattempo, cresce l’ipotesi di una normativa speciale che escluda Andrea, e di conseguenza le figlie Beatrice ed Eugenia, dalla linea di successione al trono.
Nonostante la bufera politica, ieri sera William e Kate erano presenti alla serata di gala per i premi cinematografici BAFTA a Londra, in un’apparente normalità istituzionale. Intanto, lo scrittore Andrew Morton, noto per aver documentato il difficile rapporto tra la principessa Diana e la famiglia reale, ha definito la crisi attuale «”a più grave nella storia recente della monarchia britannica”.
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