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Quarto Grado, Bruzzone: "Chiara non stava bene con Alberto". Scintille con Abbate

Ignazio Riccio
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Nella puntata di venerdì 20 febbraio di “Quarto Grado”, su Rete4, la criminologa Roberta Bruzzone ha riacceso il dibattito sul delitto di Chiara Poggi, uccisa nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, in provincia di Pavia, presentando un’analisi delle dinamiche relazionali tra la vittima e l’allora fidanzato Alberto  Stasi che rompe con le narrazioni più idealizzate della coppia. 

Bruzzone ha sottolineato che “Chiara si lamenta in diverse occasioni” e non sarebbe stata contenta del rapporto con Stasi. “Chiara non è soddisfatta della relazione con Stasi. Si lamenta in continuazione che lui ha ben altre priorità, ben altri interessi”, ha detto la criminologa in studio, evidenziando come il fidanzato dedicasse più attenzione allo studio, al lavoro e agli amici che a lei. “Gli amici suoi, che non sono anche gli amici di Chiara”, ha aggiunto, “non è stata una relazione meravigliosa già da tempo”, ribaltando l’immagine di una storia d’amore idilliaca. 

 

Posizione contestata dal giornalista Carmelo Abbate che la ritiene esagerata e che non include un litigio. Bruzzone ha replicato che non servirebbe un episodio specifico per spiegare l’escalation: “Serve semplicemente che lei abbia detto che era una situazione ormai satura”.

Le parole della criminologa si inseriscono in un quadro investigativo ancora aperto e complesso, a quasi 19 anni dal delitto, che continua a suscitare nuove piste e controversie, con la Procura di Pavia impegnata in una riapertura delle indagini dopo anni di processo e condanna di Stasi a 16 anni di reclusione, confermata in via definitiva nel 2015. 

Negli ultimi mesi, la vicenda è tornata alla ribalta con un’inchiesta che vede ora Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, indagato per omicidio in concorso. L’11 marzo 2025 la Procura ha notificato un avviso di garanzia a Sempio a seguito di nuovi accertamenti su tracce biologiche compatibili con il suo profilo emerso sotto le unghie della vittima, facendo riaprire il fascicolo. 

 

Parallelamente, gli inquirenti hanno avviato una serie di approfondimenti tecnici sulla scena del crimine con l’uso di laser scanner e droni per ricostruire in 3D la villetta di via Pascoli, dove Chiara fu trovata morta, aggiornando così le analisi dei rilievi scientifici dopo quasi due decenni. 

Un nodo cruciale di questa fase riguarda l’alibi di Sempio, basato sul cosiddetto scontrino del parcheggio di Vigevano datato 13 agosto 2007, che per anni era stato considerato un elemento a favore della sua versione dei fatti. Secondo i tabulati e alcune ricostruzioni, quel biglietto potrebbe attestare la presenza di Sempio lontano da Garlasco nella mattinata del delitto, sebbene la sua validità tecnico forense sia stata oggetto di discussione. 

Proprio in questi giorni, la difesa dell’indagato ha ribadito, secondo la propria versione, l’autenticità dello scontrino, tentando di rafforzare l’alibi di Sempio davanti ai magistrati, che finora non lo considerano elemento probatorio decisivo. 

 

Nel corso della stessa puntata, la giornalista Alessandra Viero ha proposto un approfondimento tecnico sul cosiddetto “percorso verso Vigevano”, affrontando in particolare il tema dei dati sul traffico e la difficoltà di ricostruire con precisione i tempi di percorrenza.

Viero ha ricordato che “il traffico entra in Italia in funzione l’11 agosto del 2010. Nel 2007 non c’era”, e pertanto i dati relativi a quell’anno sono stime e non misurazioni precise. “Quindi quei dati che si possono, come dire, fare oggi mettendo la lancetta nel 2007 sono una stima, ma non sono dati precisi”, ha evidenziato.

Nel tentativo di valutare l’impatto delle variabili sulla durata del percorso, Viero ha spiegato di aver chiesto supporto anche a un ingegnere informatico: “ho chiesto anche a Michele Vittiello di provare a ricostruire quanto può aver inciso la variabile traffico, ma anche quanto può essere durato quel percorso”. Tuttavia, ha precisato, “noi non possiamo sapere per esempio se c’era un incidente quel giorno, ci metteva di più o di meno, c’era passaggio a livello giù o su, quindi è una stima”.

Con questi interventi, Quarto Grado ha cercato di portare nuovamente alla luce aspetti meno noti o più tecnici di vicende che restano vive nell’immaginario collettivo, tra dinamiche personali e complessità di dati e ricostruzioni investigative.

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