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Albanese, la surreale difesa Onu: "Discorso manipolato, totale disinformazione". Ma la Francia rilancia

Foto: Lapresse

Luigi Frasca
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Il video del discorso in cui Francesca Albanese avrebbe definito Israele "nemico comune dell'umanità" è stato manipolato e dunque le richieste di dimissioni della relatrice arrivate da alcuni Paesi, tra cui l'Italia, sono "basate sulla disinformazione". A sostenerlo è il comitato di sei esperti delle Nazioni Unite chiamato a esaminare i reclami contro la relatrice speciale dell'Onu per i Territori palestinesi. E proprio oggi 150 personalità della politica e della diplomazia hanno criticato in una lettera aperta il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, il primo ad aver invocato un passo indietro di Albanese.

 

 

"Condanniamo la scelta dei Ministri di alcuni Stati di basarsi su fatti fabbricati e criticare la signora Albanese per dichiarazioni che non ha mai fatto al 17 Forum Al Jazeera", si legge in una nota il Comitato che fa capo all'Alto commissariato per i diritti umani. "Gli eventi seguono una campagna organizzata contro Albanese e l'imposizione di sanzioni illegali contro di lei lo scorso anno, con conseguenze devastanti per lei e la sua famiglia", si ricorda. "Il Comitato ha espresso preoccupazioni per l'aumento di attacchi politicamente motivati e maliziosi contro esperti indipendenti di diritti umani, funzionari Onu e giudici di tribunali internazionali, che cercano di accertare responsabilità", si sottolinea.

 

 

"Gli Stati che affermano di difendere i diritti umani, la giustizia e lo stato di diritto dovrebbero investire tempo ed energie nel ritenere responsabili i responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, piuttosto che prendere di mira coloro che indagano in modo obiettivo ed espongono crimini internazionali", ha affermato ancora il Comitato. "Invece di chiedere le dimissioni della signora Albanese per aver svolto il suo mandato in circostanze molto difficili - inclusi intimidazioni persistenti, attacchi personali coordinati e sanzioni unilaterali illegali - questi rappresentanti del Governo dovrebbero unire le forze per ritenere responsabili, compreso davanti alla Corte Penale Internazionale, leader e funzionari accusati di crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza", avverte il Comitato, invece di "incoraggiare o difendere le azioni illegali" del governo di Israele. E di una campagna contro Albanese basata sulla "disinformazione" hanno parlato gli oltre 150 tra ex diplomatici, ministri e ambasciatori che hanno puntato il dito contro Barrot. In una lettera aperta, i 150 "condannano l'uso di elementi inaccurati e manipolati per screditare un detentore di un mandato indipendente delle Nazioni Unite". Albanese "ha ribadito un principio fondamentale del diritto internazionale: la responsabilità per gravi violazioni del diritto internazionale è un obbligo legale, non una scelta politica, e i responsabili devono essere perseguiti", hanno sottolineato.

 

 

Nonostante ciò, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha ribadito la sua richiesta di dimissioni della relatrice speciale. "Non ho distorto né tagliato le dichiarazioni di Francesca Albanese. Le ho semplicemente condannate, perché sono da condannare", ha detto Barrot in un discorso all'Assemblea Nazionale francese che ha rilanciato sui suoi canali social. Barrot ha sostenuto che l'episodio incriminato, un intervento a un forum di al Jazeera in Qatar, si aggiunge a "una lunga lista di provocazioni" di Albanese e che la richiesta di dimissioni "non è nuova", dato che Parigi ha già messo in dubbio e rimpianto il rinnovo dell'incarico alla relatrice deciso l'anno scorso. E ha ricordato che Hamas, "cosa che non sorprende, è corso in difesa della signora Albanese".

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