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Salvini a Otto e mezzo, che duello con Gruber e Giannini: "A Torino terrorismo"

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Il vicepremier e ministro Matteo Salvini è intervenuto giovedì 5 febbraio a Otto e mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber su La7. A intervistare il leader della Lega anche l'editorialista di Repubblica, Massimo Giannini.  "Sempre grazie al presidente Mattarella. Ci sono i passaggi" su fermo preventivo e scudo penale, "io vengo dal Cdm e questo è l'articolato del disegno di legge e del decreto legge. C'è il fermo preventivo fino a 12 ore per i sospetti, in caso di condotte di pericolo, è il tema anti black bloc, se arriva un soggetto pericoloso posso perquisirlo sul posto se posso ipotizzare che abbia mazze e bastoni, lo fermo, lo porto in questura autonomamente", ha detto Salvini sul pacchetto sicurezza. Lo scudo penale "c'è per tutti i cittadini, non verranno iscritti nel registro degli indagati - aggiunge -. Non c'è la cauzione, che continua a starmi a cuore, la Lega la porterà in Parlamento, c'è il divieto di porto di coltelli, c'è il reato per chi non si ferma all'alt di polizia e carabinieri. C'è lo sgombero di tutte le case occupate, tutti gli immobili" anche Casapound "anche per seconde e terze e case. Posti di polizia che si possono aprire in centri commerciali e ospedali".

 

Giannini e Gruber sostengono che il Colle è intervenuto per attenuare le misure del governo. Mattarella: "Vi ha costretto a restare ancorati ad alcuni principi fondamentali". "A me non risulta che siano modificati i testi dal pre e post Quirinale", replica Salvini. Il vicepremier spiega che vista l'importanza del decreto il governo lo ha illustrato alla massima carica dello Stato: "L'ho fatto sul Ponte sullo Stretto e sui balneari, l'ha fatto Mantovano" sulla sicurezza.

 

Sul parallelismo fatto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio tra i violenti di Askatasuna e le Brigate Rosse, Giannini chiede a Salvini "se lei condivide questo impianto concettuale e ideologico della presentazione di questo decreto". "Questo non è un decreto ideologico perché la sicurezza non è di destra o della Lega o di Salvini, la sicurezza è per domani, per i nostri figli, i nostri genitori, i nostri nonni". E ancora: "A Torino c'è stato un attacco preordinato, non da parte di cinque esaltati" secondo "una strategia di guerriglia urbana pianificata con mazze, maschere antigas, sampietrini e bombe. Questi sono stati episodi di terrorismo", afferma Salvini. Tuttavia il ministro ricorda che "io ho rischiato sei anni di galera sul tema sicurezza, quindi per me è una serata importante".  

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