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DiMartedì, Aprile critica Meloni su Niscemi. Padellaro la fulmina: “Non può sempre sbagliare tutto”

Foto: La7

Ignazio Riccio
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Nel cuore di un’emergenza che sta mettendo a dura prova comunità e istituzioni, il dibattito politico italiano diventa televisivo. Ieri sera, durante la puntata di “DiMartedì” su La7, Marianna Aprile e Antonio Padellaro si sono confrontati – con toni sostenuti – sull’operato del governo guidato da Giorgia Meloni nella gestione della recente drammatica situazione in Sicilia. La tensione tra centinaia di famiglie evacuate e la reazione degli schieramenti politici è infatti uno dei temi più discussi anche nei talk show. A scatenare la discussione è stata la critica di Aprile, che ha contestato alla premier una mancanza di “reale vicinanza” alle popolazioni siciliane colpite, un’accusa direttamente legata a come il governo avrebbe risposto alla grave frana di Niscemi e alle richieste di attenzione della popolazione locale. Secondo la giornalista, infatti, il disagio non è solo naturale ma politico. “La situazione dei siciliani in questo momento – ha detto – è ascrivibile anche agli ultimi otto anni della sua parte politica e quindi sarebbe stato complicato andare ad affrontare quella che lei chiama piazzata, ma era una richiesta di attenzione da parte di una popolazione che si è sentita abbandonata per giorni”.

 

 

La replica di Padellaro ha segnato un momento di rottura con una parte del coro dell’opposizione. Pur condividendo l’interesse per la popolazione, Padellaro ha preso le distanze da una linea di attacco netta al governo: “Io non sono d’accordo, è un fatto di metodo, se tutto quello che fa la Meloni è sbagliato non mi convince. Io penso che la Meloni sia andata comunque a Niscemi, qualcosa penso farà”. Con queste parole Padellaro ha invitato a non derubricare l’azione dell’Esecutivo a mero “tutto è sbagliato”, sottolineando la necessità di una critica più articolata. Il confronto in diretta è avvenuto sullo sfondo di una tragedia reale: una frana di vaste proporzioni – favorita dalle piogge eccezionali del ciclone Harry – ha colpito l’abitato di Niscemi (Caltanissetta), costringendo oltre 1.500 persone all’evacuazione e provocando danni infrastrutturali e sociali significativi. L’evento, descritto da fonti internazionali come una delle più gravi frane italiane recenti, ha portato all’attivazione dello stato d’emergenza e allo stanziamento di fondi governativi. La premier Meloni si è recata sul posto, sorvolando l’area colpita in elicottero con il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano e ha promesso un’azione governativa “celere” per evitare i ritardi negli indennizzi e nelle risposte alle comunità che in passato avevano suscitato critiche bipartisan.

 

 

Non sono mancate le critiche politiche trasversali oltre la tv: opposizioni ed enti locali hanno sollevato polemiche sul riutilizzo dei fondi pubblici, proponendo dirottamenti di risorse previste per grandi opere come il Ponte sullo Stretto per finanziare la mitigazione del dissesto idrogeologico e la ricostruzione. Dal governo, però, fonti ufficiali difendono gli stanziamenti e ribadiscono l’impegno a non sacrificare altre priorità infrastrutturali, pur promettendo aiuti immediati alle aree colpite. Nel mezzo di questa cornice di cronaca e politica, il botta e risposta tra Aprile e Padellaro riflette la crescente difficoltà di dare letture univoche agli effetti dell’azione di governo in scenari di crisi, soprattutto quando a pagarne il prezzo sono cittadini già provati da eventi climatici estremi.
 

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