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il caso

Yasmina Pani, la denuncia della docente: "Io censurata dalle femministe"

Yasmina Pani, docente di linguistica e letteratura, criticata dal movimento femminista per un suo video per laFondazione Feltrinelli in cui metteva sotto la lente alcuni dei punti più ambigui del movimento. Tanto è bastato per scatenare la mannaia online del gruppo che a suon di critiche e commenti è riuscito a far rimuover il suo post dalle pagine social Feltrinelli. Insulti, rimproveri e toni sempre più alti: per il tribunale femminista Pani è una sorta di traditrice e per questo è stata "condannata". Anche e forse soprattutto per il suo appoggio all'associazione «Perseo», che sostiene gli uomini vittime di violenza.

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La docente è tornata a parlare dell’accaduto sulle pagine de Il Giornale e ad Angela Bubba. Perché tanta violenza per chi la pensa in maniera diversa? “Negli ultimi anni ciò che dovrebbe essere interpretato come un punto di vista, un sistema di valori o un'opinione, sia diventato una verità inopinabile o, al contrario, la più orrenda bugia – spiega – Il dialogo, lo possiamo osservare tutti, è ora solo guerra, senza alcun desiderio di sintesi”.

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Secondo Pani questo porterebbe ad “annullare la pluralità dei pareri, dissuadendo le persone dall'esprimerli – sottolinea prima di parlare del più grande limite del movimento femminista, l’ostacolo alle libertà degli uomini – si pone come un movimento di chiusura e non di apertura, non progressista, e certamente non egualitario. Questo di conseguenza crea un limite ulteriore, cioè l'estrema intransigenza, che porta perfino alla pretesa che chi non è femminista venga tacitato”.

Infine, le critiche sulla sua vicinanza al centro antiviolenza maschile “Perseo” e il cortocircuito tutto interno al movimento sulla chiusura netta agli uomini e ai loro diritti: “È proprio questo l'assurdo: come può un movimento per la parità suggerire qualcosa del genere? Non abbiamo sempre detto che i diritti non sono una coperta corta?”.

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