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Lucio Caracciolo: "Cambio di regime pilotato", ora Netanyahu rischia grosso

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Gli americani manovrano per un "regime change" in Israele. Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ha illustrato gli scenari nella delicatissima situazione del Medio Oriente. La reazione dello Stato ebraico all'attacco di Hamas del 7 ottobre è considerata da più parti sproporzionata. "In queste ultime settimane il fuoco internazionale, ma direi proprio specificamente americano, si concentra su Netanyahu", spiega il giornalista ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, su La7. "È in corso un tentativo di risolvere la partita facendo fuori" il primo ministro israeliano, "facendo nuove elezioni e sperando che venga su un governo più moderato, il che non è molto difficile rispetto all'attuale, afferma Caracciolo. 

 

Se il piano Usa riuscisse "sarebbe un caso di regime change pilotato, in cui per esempio la Corte penale internazionale potrebbe giocare un ruolo", spiega l'esperto. Insomma, una condanna per genocidio o crimini di guerra potrebbe essere la sponda giusta per far cadere il governo israeliano. Ci riusciranno? "Credo che sia abbastanza velleitario immaginare che un Paese come Israele si faccia dettare chi lo governa da qualcuno che viene fuori, quindi è un gioco molto delicato". 

 

Caracciolo aveva parlato di "fuoco internazionale", non solo americano. "La Francia ha detto che i soldati israeliani che hanno la doppia cittadinanza, se commettono crimini di guerra, saranno giudicati dalla Francia - ricorda l'esperto - Se l'esempio francese venisse seguito, e magari anche eseguito, sarebbe un bel problema", conclude. 

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