Ormai Ghali e Dargen D'Amico sono i nuovi punti di riferimento dell'area progressista e Mara Venier il bersaglio su cui poter infierire. L'onda lunga del Festival di Sanremo arriva sui talk show e nel dibattito politico, come dimostra l'uscita di Elsa Fornero nella puntata del 13 febbraio i Dimartedì, su La7. Come noto la conduttrice di Domenica In ha dovuto contenere la digressione di D'Amico sui migranti per lasciare spazio a tutti i cantanti, mentre Ghali ha confermato le accuse di genocidio a Israele. La sinistra ha poi promesso le barricate per il comunicato dell'ad della Rai Roberto Sergio letto da Venier. L'ex ministro del Lavoro nel governo di Mario Monti, viene coinvolta sul tema dal conduttore Giovanni Floris che le chiede se il caos è "grave".
Sanremo 2024, “aria fritta”. Salerno a gamba tesa dopo il comizio di Ghali in RaiFornero dichiara: "Non vorrei usare parole troppo pesanti", ma poi afferma senza colpo ferire che in Rai il "ritegno" non è di casa. "Per una persona che si considera seriamente libeal-democratica, ogni volta che ci sono interventi in cui si vuole tagliare l'intervento di qualcun altro, oppure fare da portavoce a qualcuno che avrebbe potuto farsi invitare in trasmissione e dire quello che pensava in trasmissione", afferma su Venier e Sergio, "non siamo in una Rai in cui la libertà e anche il ritegno siano la regola, ecco", conclude. Insomma, Rai senza libertà e senza ritegno: e meno male che non voleva usare parole pesanti.
