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Roberto Vannacci, “episodio grave”. L’accusa sulla riservatezza della Difesa

Il generale Roberto Vannacci nei prossimi giorni assumerà l'incarico di capo di stato maggiore del comando delle forze operative terrestri/comando operativo esercito. Ma nello stesso giorno della notizia di tale incarico è arrivata anche la notifica dell’inchiesta formale da parte dell’esercito. E lui commenta così la vicenda con il Corriere della Sera: “Ormai non mi stupisco più di nulla, ma sono tranquillo. I regolamenti sono chiari, l’avvio di un’inchiesta disciplinare non inficia designazioni e nomine e soprattutto sono convinto di aver operato nel rispetto di regolamenti e normative. La licenza non l’ho decisa ora, ma una settimana fa e tutti erano al corrente. Ho preso una ventina di giorni per motivi personali. Tornerò a Roma il 27 dicembre per iniziare l’avvicendamento con l’attuale capo di stato maggiore delle forze operative terrestri e, una volta terminato, sarò onorato di assumere l’incarico”.

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Ed ecco l’attacco di Vannacci ai vertici della Difesa: “La notizia dell’avvio dell’inchiesta formale, che non mi aspettavo, mi è stata comunicata ore dopo essere uscita sulle agenzie e sui quotidiani online. E questo episodio grave la dice lunga sulla dovuta riservatezza di chi maneggia queste informazioni. Non lo so chi è il responsabile, arriva dall’alto, come non so neppure per quale motivo sono stati fatti coincidere i tempi. Ci saranno state delle ragioni, dei fini. Comunque, sono già pronto a dimostrare l’assoluta limpidezza del mio comportamento”.

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Il generale è fiducioso sul suo destino: “Se, ipotesi per me inesistente, sarò considerato responsabile di aver violato i regolamenti, sarà il ministro della Difesa a decidere i provvedimenti disciplinari, che vanno dalla sospensione sino alla rimozione del grado. Ma lo ripeto, io sono convinto di non aver violato nessuna norma disciplinare. E rivendico la libertà di poter esprimere le mie idee come stabiliscono la Costituzione e il codice dell’ordinamento militare. Non esiste, in democrazia, la polizia dei pensieri. Se qualcuno si è sentito offeso mi quereli. Nessuno l’ha fatto e credo che non lo farà neppure in futuro”. Dopo la pubblicazione del libro Il mondo al contrario continuano senza sosta le polemiche su Vannacci.

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