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Il generale Vannacci: "Produciamo smidollati", assalto sul patriarcato

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Il nome di Roberto Vannacci torna a far discutere e a dividere. Il generale autore del libro Il mondo al contrario, che ha caratterizzato per settimane il dibattito politico e sulla libertà di espressione, è stato nominato capo di stato maggiore del Comfoter, il comando delle forze operative terrestri. Il militare lunedì 4 dicembre torna a parlare in una lunga intervista alla Stampa in cui definisce "prestigiosissimo" il nuovo incarico. Intervista in cui Vannacci non lesina commenti e opinioni sui temi caldi dell'attualità, a partire dal delitto di Giulia Cecchettin a opera dell'ex fidanzato Filipo Turetta. Il generale che con una battuta si definisce "uomo patriarcale" afferma che "non mi piace chiamarlo femminicidio" perché "Quindi l'assassinio di un tabacchino lo chiameremo commercianticidio? La matrice di chi vuole punire chi fa commercio non la vede? C'è in qualsiasi omicidio una matrice precisa".

 

Nella conversazione, Vannacci afferma che "se l'omicidio di una donna diventa più grave di quello di un uomo, si vìola il principio di applicazione universale della legge" e che "pensare che la responsabilità di quella che chiamiamo cultura patriarcale sia di uomini forti e prevaricatori" è un "paradosso", è "il contrario. Sono gli uomini deboli a fare del male alle donne. Noi educhiamo uomini deboli, non uomini forti". Insomma, "quelli che ammazzano le donne" sono "mollaccioni smidollati che abbiamo prodotto noi" ad esempio "abolendo le punizioni. Se un ragazzo non studia, lo mandi a lavorare invece di fare ricorso al Tar contro i professori che gli mettono 4". 

 

Sulla famiglia afferma che "abbiamo dato la priorità al lavoro senza elaborare politiche che ci permettessero di occuparci dei nostri figli. Invece del reddito di cittadinanza, diamo quello di maternità", oppure quello "di paternità: io sarei stato a casa con le mie figlie molto volentieri, e a lungo".

 

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