Tempesta Daniel, "influenza sionista". L'assurda teoria del presidente della Tunisia
Il presidente tunisino, Kais Saied, ha fatto riferimento a un’influenza «sionista» nella tempesta Daniel che ha duramente colpito il Nord Africa, facendo migliaia di morti e altre migliaia di dispersi nella Libia orientale. La prova sta nel fatto che il cataclisma prende il nome dal «profeta ebreo» Daniele. «Il movimento sionista globale è penetrato per attaccare la mente e il pensiero, da Daniele ad Abramo», ha teorizzato il leader di Tunisi, facendo riferimento agli Accordi di Abramo con i quali nel 2020 sono state normalizzate le relazioni di Israele con Bahrein, Emirati e Marocco e ai quali la Tunisia si oppone con forza.
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Nel video diffuso dal suo ufficio, si vede il presidente tunisino intervenire ad una riunione del suo governo e scandire la frase: «Per quanto riguarda Storm Daniel, non si sono nemmeno presi la briga di mettere in dubbio l’origine di questo nome». «Chi è Daniel? È un profeta ebreo», ha detto Saied rivolto al primo ministro Ahmed Hachani e ai membri del suo governo. Saied, evocando un perdurante cliché antisemita, ha aggiunto che la scelta del nome è stata fatta «perché il movimento sionista si è insinuato, lasciando le menti e tutti i pensieri in un completo coma intellettuale. Il problema non riguarda gli ebrei ma il movimento sionista globale». Il nome alla tempesta in realtà è stato deciso dal Servizio Meteorologico Nazionale Ellenico sulla base di un sistema condiviso con altri servizi meteorologici europei. In Europa, alle depressioni meteorologiche con impatto da moderato a grave viene assegnato un nome univoco in ordine alfabetico, coordinato tra le varie autorità nazionali del continente.
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