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Tagadà, retroscena a sorpresa di Purgatori: “Guerra? Usa e Russia in fase di contrattazione”

Valentina Bertoli
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Proprio dopo che la bandiera dell’Ucraina è stata sventolata con vigore dagli abitanti della cittadina di Kherson e fiumi di persone hanno intonato cori per festeggiare la liberazione dagli invasori russi, due missili sono caduti sul villaggio di Przewodow in Polonia, vicino al confine con l’Ucraina.  Azione russa o ucraina? È concreto il rischio di un’escalation? A rispondere a questo interrogativo è il giornalista Andrea Purgatori, ospite a “Tagadà”: “Americani e russi si stanno parlando. La ritirata delle truppe è parte della contrattazione”.

 

 

L'Unione europea è sotto shock e la Nato in stato di allerta. Proprio ieri sera due missili sono caduti in Polonia, dopo la pioggia di oltre cento razzi russi che si è abbattuta nel pomeriggio sull'Ucraina. Il tutto in pieno G20. Ennesimo colpo di Vladimir Putin o errore ucraino? A “Tagadà”, programma pomeridiano di LA7, Andrea Purgatori è risoluto e avanza un’ipotesi interessante: “Vogliamo accettare o no il fatto che Stati Uniti e Russia stanno parlando per cercare di uscire da questa situazione di confronto bellico e che, quindi, tutto quello che stiamo raccontando deve essere visto in quest’ottica? Altrimenti non riusciamo ad avere un quadro complessivo di quello che sta accadendo”. Contatti febbrili e consultazioni costanti tra alleati. L’obiettivo è quello che capire che cosa sia realmente successo in Polonia.

 

 

Il saggista crede nell’avvicinamento ad un cessate il fuoco ed allontana la possibilità di un terzo conflitto mondiale: “Sappiamo da fonti ufficiali che da mesi il ministero della difesa russo e quello americano si parlano. I cento missili di ieri fanno parte di questa situazione nella quale, certamente, la ritirata russa da Kherson è, per il Cremlino, un fatto negativo. Io credo che la ritirata sia parte di una contrattazione che è in corso. Per quanto folle sia l’invasione, io non penso che i russi siano così matti da scatenare la terza guerra mondiale. Significherebbe coinvolgere la Nato”. Poi la ricostruzione di quanto avvenuto ieri: “Credo che sia stato un incidente, un missile ucraino finito in territorio polacco. Se fosse un missile russo, vorrebbe dire non rompere il dialogo in corso”. Per Nona Mikhelidze, giornalista de La Stampa, mancano prove concrete che attestino la volontà, dei Paesi in guerra, di concludere lo scontro: “I fatti dimostrano come sono andate le trattative tra gli avversari. Sembra si voglia evitare un’escalation nucleare. I canali sono stati sempre aperti tra Usa e Russia, ma non si tratta di negoziato. Non so come possiamo arrivare alla conclusione del conflitto”.

 

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