Il senatore Scarpinato ha ragione su un punto (ma non sul resto). Il Tempo non ha difficoltà a scusarsi, ma pone alcune domande
Non abbiamo difficoltà a scusarci con il senatore Roberto Scarpinato per un nostro errore che avremmo dovuto evitare. Il 19 luglio scorso, Il Tempo ha erroneamente scritto che le parole offensive verso ifamiliari di Paolo Borsellino (e irriguardose verso lo stesso magistrato) pronunciate dall’ex pm Gioacchino Natoli fossero contenute nelle conversazioni telefoniche di quest’ultimo con Roberto Scarpinato.
Errore nostro: quelle parole effettivamente pronunciate da Natoli non furono dette al telefono con Scarpinato, ma in un dialogo di Natoli con i suoi familiari nella loro abitazione. Ben volentieri, quindi, ce ne scusiamo: è una imprecisione significativa per la quale facciamo ammenda.
Su questo, dunque, il senatore Scarpinato ha ragione, e glielo riconosciamo senza alcuna esitazione. Di più: l’errore era a pagina 8, e noi lo correggiamo addirittura sulla prima pagina dell’edizione di oggi, dando alla correzione uno spazio e un’evidenza maggiori rispetto all’imprecisione.
Restano tuttavia le domande che lealmente e vigorosamente poniamo al senatore Scarpinato. E sulle quali attendiamo risposte chiare e pubbliche.
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— IL TEMPO (@tempoweb) July 24, 2026
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1. Perché Scarpinato e Natoli si scambiarono circa 30 (pare 33) telefonate prima dell’audizione dello stesso Natoli in Antimafia? Se peraltro Scarpinato ha anticipato all’ex collega una sola domanda, a cosa servivano tutte le altre telefonate?
2. Come mai, al di là della domanda, i due avrebbero parlato anche della «scaletta» dell’audizione, come hanno sostenuto i pm nisseni?
3. Il senatore Scarpinato sostiene che Paolo Borsellino fu informato dell’archiviazione dell’inchiesta «mafia e appalti» il 14 luglio (pochi giorni prima di morire), nel corso di una riunione in Procura a Palermo. Notoriamente il procuratore di Caltanissetta De Luca sostiene il contrario. Ora, non avendo Scarpinato preso parte a quella riunione, come fa a essere certo di come andarono le cose?
4. L’allora pm Scarpinato firmò la richiesta di archiviazione dell’inchiesta «mafia e appalti», mentre oggi siede nella Commissione parlamentare che deve fare luce su quella vicenda. Non ritiene di essere in una posizione di conflitto di interessi? Anziché minacciare azioni legali, il senatore Scarpinato sappia che qui troverà sempre spazio per un dibattito aperto e corretto, anche su posizioni opposte.
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