Perché è importante l'inchiesta de Il Tempo su Italia-Hamas-Flotilla: il pericolo è qui. Ps: Conte risponda anziché minacciare
Dobbiamo essere molto grati a tutti i parlamentari che, dall’altro ieri, hanno reagito alla grande inchiesta di Alessandro Bertoldi su Il Tempo, rilanciandola, commentandola, facendone oggetto di iniziativa politica. Li abbiamo ringraziati ieri a uno a uno, com’era doveroso. E oggi è di eccezionale importanza il fatto che i vertici del gruppo di Fratelli d’Italia alla Camera interroghino proprio su questo, nel question time, il ministro Matteo Piantedosi. Perché tutto questo è molto rilevante, amici lettori? Perché non stiamo parlando «solo» di Medio Oriente, cioè di quel che accade molto lontano da noi. No: sia l’inchiesta de Il Tempo sia la mossa dei parlamentari che oggi si rivolgono al Ministro degli Interni hanno il pregio di essere centrate sui pericoli che incombono su di noi, qui e ora. Stiamo parlando di Italia: non (con tutto il rispetto) di Libano o di Iran o dei paesi del Golfo. Il punto è che da anni esiste (ben oliata e ancora meglio finanziata) una rete fondamentalista islamica variamente collegata al terrorismo che si è radicata qui, che ha raccolto soldi qui, che si è mossa sempre qui tra le superficialità (e in qualche caso la complicità) di un pezzo di politica e di sistema mediatico di sinistra.
Ve li ricordate i parlamentari che si facevano i selfie con il signor Hannoun? Ve li ricordate quelli che mostravano l’Iban per «contribuire»? Ve li ricordate quelli che, nei talk show, si sgolavano e si sbracciavano su posizioni estreme? Magari lo hanno fatto tutti «spontaneamente», ma può sorgere il dubbio che magari qualcuno lo abbia fatto «spintaneamente». E che alcune campagne politiche e mediatiche siano state pianificate da qualche mente non proprio innocente. E però, dubbi a parte, c’è una spiacevolissima certezza: molti cittadini italiani hanno donato soldi in buona fede, e non potevano sapere che anche quelle risorse sarebbero potute finire nei canali finanziari di Hamas e delle sue propaggini. Chiaro? È qui (non altrove) che una certa rete ha trovato terreno fertile e uno snodo per organizzarsi, finanziarsi e fare propaganda. È qui che scorrazzavano personaggi inquietanti. Ed è ancora qui che, un po’ pescando nel disagio sociale e un po’ nell’area più sensibile a una certa predicazione, si può fare reclutamento di soggetti pericolosi. Magari non passeranno necessariamente al terrorismo, ma intanto si radicano, costruiscono reti e intrecci. Questo meccanismo perverso va smontato, e Il Tempo si batterà per questo.
Ps Cambiamo tema. L’insuccesso deve aver dato alla testa a Giuseppe Conte, che si è messo a minacciare querele contro Il Tempo e i giornali del nostro gruppo editoriale. Qui non si impressiona proprio nessuno. Semmai, l’ex premier si faccia audire dalla Commissione Covid e risponda a tutte le domande. Per un verso spieghi se i suoi ex colleghi di studio legale hanno davvero chiesto e ottenuto soldi per «facilitare» commesse da parte della struttura commissariale. E per altro verso collabori, visto che non accadde nella scorsa legislatura, a ricostruire come siano stati spesi i soldi dei cittadini per mascherine e altri dispositivi: quali contratti, quali aziende, quali commissioni.
Trasparenza totale. Il resto sono chiacchiere.
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