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Cattivi maestri forse inconsapevoli negano l'evidenza e giustificano tutto

Daniele Capezzone
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Dovrei forse addolorarmi, perché ieri mattina su Rai 3, ad Agorà, il professor Marco Revelli ha comunicato all’Italia che non intende più fare dibattiti con me. Cercherò di elaborare il lutto e superare questo choc. Sorridiamo.

Onestamente, comunque, meglio lui, che almeno lo dice esplicitamente, rispetto ai compilatori di blacklist e ai censori professionali (alcuni amano anche definirsi «liberali») che preferiscono la logica dell’esclusione silenziosa. Ma lasciamo perdere.

In ogni caso, cos’era successo? Ho ribadito al Prof ciò che era già chiaro ai lettori del Tempo. A Torino, altro che manifestazione «pacifica» guastata da pochi «infiltrati»: è stata la stessa Askatasuna a smentire la favoletta degli infiltrati e a rivendicare le violenze come fine e come mezzo della manifestazione. Stessa storia a Milano contro le Olimpiadi: pure lì i delinquenti hanno assunto con orribile orgoglio la paternità delle violenze.

 

Il punto è questo: siamo davanti a operazioni terroristiche. Questi criminali cercano pervicacemente il morto.

Lo si è visto a Torino: non solo con il poliziotto circondato e martellato, ma anche con ben 100 agenti feriti, e con i pietroni lanciati attraverso potenti catapulte. Al punto che, il mattino dopo, la nettezza urbana torinese ha dovuto rimuovere quantità impensabili di pietre enormi. E lo si è rivisto a Milano, con razzi e fuochi d’artificio sparati ad altezza d’uomo contro le forze dell’ordine.

Eppure si continua a inseguire il racconto ad usum delphini (in qualche caso, ad usum cretini) dei «black bloc», degli «uomini neri», degli «incappucciati», come una sorta di elemento estraneo misteriosamente insinuatosi in un corpo sano.

Non è così, e i primi da chiamare in causa dovrebbero essere i sindaci rossi che hanno offerto ai criminali basi logistiche per organizzarsi.

Ma non ditelo al professor Revelli, secondo il quale i pietroni di Torino erano già sul selciato. Ah sì? E quindi (dico io...) era proprio indispensabile tirarli con le catapulte?

Continuando a negare l’evidenza, non verrà nulla di buono.

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