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Capezzone: quello degli antagonisti è terrorismo. Bersani e i dem fanno finta di non capire

Foto: Il Tempo

Daniele Capezzone
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C’è ancora chi fa finta di non capire. Qui a Il Tempo, rispetto alle Olimpiadi che si avvicinavano, avevamo avvisato tutti il 17 gennaio scorso, ormai tre settimane fa: i Giochi erano nel mirino degli antagonisti, che avrebbero fatto di tutto per un sabotaggio in mondovisione. Com’è infatti puntualmente accaduto con le violenze e i blocchi ferroviari dell’altro ieri. Ricordo ancora le telefonate stupite, quella mattina, di non pochi interlocutori autorevoli: «Ma davvero?», domandavano. «Sì, davvero», rispondevo avendo sotto gli occhi il report dell’Antiterrorismo di cui eravamo venuti in possesso.

 

 

C’è una galassia antagonista, lungamente coccolata a sinistra, che punta a una specie di guerriglia permanente: attacchi continui alla polizia, blitz a ripetizione, azioni sempre più violente. A Torino, oltre al poliziotto martellato, ci sono stati 100 agenti feriti e pietre lanciate con le catapulte. A Milano, l’altra sera, contro la polizia sono stati sparati fuochi d’artificio. Questo dà l’idea del livello dello scontro. Il governo è intervenuto con (ottime) misure. Ma ora, come la premier chiede da tempo, serve alzare il tiro con operazioni ad alto impatto.

 

 

So bene che, a vari livelli, alcuni seri funzionari dello Stato, che rispetto profondamente, hanno comprensibili remore psicologiche. Ma per vincere in strada bisogna vincere anche in tv: i cittadini devono vedere un chiaro cambio di passo. Ieri il ministro Guido Crosetto, con un tweet lucidissimo, ha mostrato di aver colto il cuore della questione. Così come Giorgia Meloni, che ha esplicitamente parlato di «nemici dell’Italia» all’opera. Non possiamo dire lo stesso, purtroppo, di un ex uomo di governo come Pierluigi Bersani che si aggira per le trasmissioni tv chiedendo dove sia la destra liberale. Bel coraggio: lui sabato ha postato sui social un tabellone di ritardi ferroviari, come se si trattasse di disservizi. Egregio Bersani, era un sabotaggio degli antagonisti: compagni di quelli a cui i sindaci di sinistra concedono basi logistiche. Ne vogliamo parlare?

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