Storace su Vannacci: ecco perché sbaglia a camminare in autonomia. La Lega non è un taxi
«Mi dispiace Francesco, ma era l’unica decisione che, a mio avviso, andasse presa». Il virgolettato via whatsapp è del generale in fuga, Roberto Vannacci, al quale ho ovviamente risposto: «Fai come credi. Non ti vedo dal giorno prima delle elezioni, problema tuo». C’è nelle sue parole tutta la cifra del tratto umano, inesistente, di chi ha scoperto in età avanzata la politica e pensa di trarre giovamento da comportamenti irrispettosi. Non nei miei confronti - che è poca cosa - ma di una comunità che lo ha votato nelle file della Lega. Che non può essere usata da parlamentare europeo, da iscritto prima e da vicesegretario poi, come un taxi. Salire e scendere, senza nemmeno pagare la corsa. Possiamo dire che c’è un pizzico di ingratitudine, signor generale?
Generale dietro la collina non c'è niente. Vannacci lascia la Lega
In fondo Salvini e il suo partito le hanno offerto protezione proprio quando lei era nel mirino di tutti. Quel libro - il mondo al contrario - scatenò un autentico putiferio e stava compromettendo la sua carriera. Credo di essere tra i pochi a conoscere qualche dettaglio della discussione che ci fu nell’epoca che precedette la candidatura del generale al Parlamento europeo, le sue esitazioni, poi la decisione, la discesa in campo e il successo elettorale. Per arrivare, in appena un anno, alla promozione come vicesegretario della Lega, in un partito che è davvero una caserma, col capo, gli ufficiali, i soldati, la bandiera. E lui che fa? Lo convincono, “i suoi”, quelli che sperano di ricavare benefici politici da un partito affidato al generale - sono gli stessi di altre avventure sfortunate - di poter “camminare da solo”. Di qui il saluto e la via di fuga. Come molti, da quando la Lega ha puntato sulla vocazione nazionale del suo progetto, va detto che Vannacci non è mai stato un allievo di Alberto da Giussano. Ma non si è mai visto nemmeno nelle retroguardie del MSI o di An... Corpo estraneo, sostanzialmente, certamente “affetto” da identità nazionale e retorica “militare”, ma zero radicamento territoriale. Prima o poi lo strappo poteva essere quasi scritto. Politica come mestiere da imparare. Ma il copione è davvero a rischio, fuori dai partiti di medie e grandi dimensioni non sempre va bene. Tanto più che dall’altra parte - se la sinistra è anche per Vannacci l’altra parte - sommeranno i voti uno ad uno contro il centrodestra: e lui? Rischia di scoprire non di essere un leader ma solo uno che ha scambiato i like per i voti.
Quanto vale il partito di Vannacci. Il primo sondaggio su Futuro Nazionale
Anche perché Vannacci, per offrire una proposta politica seria, dovrebbe dismettere quella postura un po’ caricaturale, diciamo, che a volte lo fa effigiare come parodia di se stesso: quel tono militaresco sempre al massimo, pose da «uomo solo contro il sistema», slogan ripetuti come un disco rotto. Più personaggio che politico. Consiglio non richiesto: era dirompente, poi prevedibile, eviti il macchiettismo. Certo, una figura come la sua può funzionare come megafono di rabbia, ma difficilmente come costruttore di consenso largo. E infatti il rischio è quello classico: tanto rumore, e poco seguito reale. Ne vale la pena? Per carità, nessuno vuole ignorare le conseguenze di un’uscita importante dalla Lega. All’interno del partito, qualcuno potrebbe seguire Vannacci, ma i più sorridenti a lui saranno i giornalisti di sinistra che improvvisamente lo loderanno contro il nemico chiamato centrodestra. Ma l’impatto elettorale post-europee si è visto in Toscana, con un risultato piuttosto striminzito di liste per le regionali completamente affidate alla sue cure. Quel 4 per cento grida vendetta. Il centrodestra non lascerà solo Salvini a combattere la sua battaglia e gli stessi governatori del Nord farebbero bene a mettere da parte rancori inutili. Siete iscritti, dirigenti, rappresentanti: ora si tirino fuori gli attributi al fianco del vostro capo. Altrimenti, siete peggio di chi se ne va dopo le prebende incassate. Chiudete le chat e tornate a parlarvi, magari, così vi guardate negli occhi come da tanto tempo non fate. Anche da voi, dai vostri atteggiamenti, passerà il futuro della coalizione che governa l’Italia e aspira al bis. Niente cazzate, per favore. Abbiamo già dato.
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