Caro direttore, il Vangelo secondo Silvio. Dopo tante parole e polemiche inutili, ci voleva un pastore della Chiesa a riportare nella giusta dimensione, tra grandezza e fragilità, la figura di Silvio Berlusconi. L’arcivescovo di Milano Mario Delpini, filologo e professore di letteratura italiana, ripetendo per ben 13 volte il verbo «vivere», è riuscito a far cogliere ai milioni di italiani presenti in Piazza Duomo e collegati, il senso della missione terrena del Cavaliere: trasmettere con gioia e allegria la sua voglia di vita e di vivere. E, sempre con il sorriso, raccogliere e accettare tutte le sfide che l’esistenza gli ha riservato. Alcune entusiasmanti, affrontate sapendo che doveva RESISTERE: non a caso proprio quel verbo invocato, anni fa, da un procuratore di Milano, attore iniziale della sua persecuzione giudiziaria che ha avuto poi troppi seguaci. Con poche parole Delpini ha riconosciuto il ruolo del Cav nella società italiana come imprenditore, uomo d’affari e politico. Nelle parole del prelato appare la vera forza della Chiesa italiana, Chiesa di popolo, nonostante le ubbie di un Pd sempre più impegnato a difendere i «nuovi diritti» del popolo della Ztl. Ed è proprio dal popolo che l’arcivescovo Delpini ha tratto i sentimenti di chi ha riconosciuto, nonostante le intemperanze, il carisma di un uomo che sapeva relazionarsi con tutti. E di fronte ai carismi, la Chiesa riflette e rispetta chi ha il coraggio di manifestarli perché sa che lo Spirito non ha frontiere di sorta, soprattutto per quelle imposte da un moralismo di convenienza e carico di secondi fini.
Berlusconi, la compostezza e la sobrietà del saluto a un uomoI presenti si sono lanciati spontaneamente in un applauso corale, fragoroso e raro per un’omelia. Sergio Mattarella ha partecipato impassibile, rappresentando con la sua presenza, assieme a tutti i governatori, perfino quelli più a sinistra come De Luca ed Emiliano, il cordoglio di una larghissima parte del Paese. Ancora una volta il due volte ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, disertando la cerimonia di commiato del più longevo premier della Repubblica italiana, ha dato prova della sua reale statura ricolma di piccineria. Chissà come si sarà sentita una cattolica fervente come Rosy Bindi nell’ascoltare le parole dell’arcivescovo. Proprio lei che non ha saputo, nemmeno questa volta, tacere davanti al mistero della morte. Ciao Silvio, meno male che ci sei stato. Riposa in pace.
Berlusconi, tutti i mondi del Cav uniti in Duomo per l’ultimo saluto