Agenti segreti e barbe finte, ci risiamo con il complottone. Parliamo del caso della “bomba d’amore” fatta piazzare da Valter Lavitola, come da confessione, davanti alla casa dell’amico Sigfrido Ranucci. Una vicenda ancora tutta da chiarire e su cui si intrecciano vari filoni investigativi, dagli affari del faccendiere in Africa ai legami con lo stesso Ranucci. Come noto indaga la Procura di Roma, con il giornalista Rai che nel frattempo è stato rimosso dalla conduzione di Report.
A rilanciare la pista del complottone. evocata dallo stesso Ranucci prima che si apprendesse del ruolo di Lavitola, è Carlo Freccero, navigato uomo di televisione già direttore di Rai2. Il caso Report-Ranucci? “Si tratta di una rimozione politica, basti vedere gli attacchi da esponenti politici subiti da Ranucci negli ultimi anni. E la storia della bomba sotto casa e di Lavitola è ancora tutta da scrivere, ci sono punti oscuri e ambiguità da chiarire e forse ci vorranno anni”, spiega in una intervista al Fatto quotidiano, un giornale la cui linea sul caso è tutto fuorché ostile nei confronti del giornalista Rai.
Freccero evoca gli 007: “Credo che Ranucci per realizzare le sue inchieste abbia utilizzato anche i servizi e di quegli stessi servizi è stato vittima. Un conduttore a cui mettono una bomba è un caso di terrorismo televisivo, l’unico precedente è Maurizio Costanzo”, afferma sibillino Freccero.
Al netto delle fumisterie, si parla anche della tv “nera”, nel senso di cronaca, e in particola del caso di Garlasco che domina il piccolo schermo. “Anche nel passato le cronache dei delitti di Dino Buzzati appassionavano i lettori più delle cronache politiche. Così in un’epoca dominata dal complottismo e dalla troppa informazione, quindi dalla disinformazione, le persone hanno fame di verità”, argomenta Freccero (curioso il passaggio sul complottismo...).
“E il crime, che si basa sulle carte delle inchieste e sulla battaglia legale tra gli avvocati, ti dà questa verità, un pezzetto alla volta. La verità della politica è gassosa, quella del crime è tangibile, la puoi toccare. Il caso Garlasco sotto questo aspetto è molto importante, è una nuova Mani Pulite”, sentenzia Freccero ribaltando un l’impressione che hanno molti osservatori. “È la rivincita della magistratura”, chiosa mentre va avanti l’iter per la revisione della condanna di Alberto Stasi, che ha passato gli anni centrali della sua vita in carcere forse da innocente.
