Saranno cinque le controconsulenze che la difesa di Andrea Sempio depositerà in Procura a Pavia entro la fine di questa settimana, prima della scadenza fissata per il 18 ottobre. A Roma, si è riunito il collegio difensivo del 38enne, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco, e per il quale è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, l’allora fidanzato della vittima.
“Siamo pronti”, ha detto Sempio all’uscita del Centro di Genomica, dopo una riunione durata oltre tre ore. “I consulenti hanno fatto un ottimo lavoro - afferma -. Pur con poco tempo a disposizione, hanno fatto un ottimo lavoro. Siamo pronti e andiamo avanti”. Il 38enne, che rischia il rinvio a processo, è sicuro che “riusciremo a chiarire tutto appena potremo”, ossia la sua estraneità nella morte di Chiara Poggi.
“Dovremmo depositare 5 controconsulenze, giovedì o venerdì. Sono consulenze della difesa relative ad accertamenti empirici, pratici e scientifici che confutano le tesi della Procura di Pavia in ogni ambito”, fa sapere l’avvocata Angela Taccia, che con il collega Liborio Cataliotti difende Sempio. “Direi che siamo davvero a buon punto e grati dell’egregio lavoro svolto dai nostri consulenti tecnici - afferma -. Anche Sempio è veramente grato a tutto il team difensivo e si sente molto rinfrancato”.
L’impronta della scarpa al centro delle consulenze
Saranno consulenze corpose, annuncia Cataliotti, “di 70, 80, 100 pagine”, una “specialmente servirà per scagionare” il 38enne. “Quell’impronta non è di Sempio”, rimarca l’avvocato, riferendosi all’impronta della scarpa.
Siamo andati molto oltre le consulenze “medico-legali della professoressa Cattaneo e della Procura”. Con una “strumentazione in 3D abbiamo fatto il calco dell’impronta”, e “recuperato 4 scarpe modello Frau, esattamente con la stessa suola che ha lasciato le 25 impronte” sulla scena del crimine, “di quattro numeri diversi”, tutti “quelli interessati dalle varie ipotesi elaborate da Mattei o dalla difesa Stasi o dalla Procura”.
“Ci sentiamo forti, lo dico in modo sfacciato: io e l’avvocata Taccia ci sentiamo forti”, afferma.
La revisione del processo a Stasi
Su binari paralleli, la difesa di Stasi lavora all’istanza di revisione del processo a carico del 42enne. Per Cataliotti, la revisione dovrebbe essere il “preludio” a qualsiasi altro processo per un “reato monosoggettivo” come l’omicidio.
“È logico che una revisione preceda l’eventuale e non auspicato processo di Sempio, altrimenti il paradosso sarebbe, pensando al peggio, che possa essere condannato lo stesso Sempio” senza che sia intervenuta la revisione del processo a carico di Stasi.
Si verrebbe, secondo Cataliotti, a creare un “paradosso”: potrebbe esserci un doppio giudicato, ossia due responsabili per aver commesso lo stesso reato. “Ciascuno dei due potrebbe chiedere la revisione del proprio processo, fondandola sulla sentenza di condanna dell’altro”.
“È vero, manca una norma che regolamenti il caso specifico - conclude Cataliotti - ed è il motivo per il quale chiederemo che la questione venga rimessa alla Corte Costituzionale, a meno che non ci sia prima l’istanza di revisione di Stasi”.
