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Garlasco, Capra scatenato: “Deficiente”, scintille con Giletti e De Rensis

Scontro acceso a Lo stato delle cose tra il consulente dei Poggi e l’avvocato di Stasi

Mentre entra nel vivo l’iter della nuova indagine sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco, si scaldano gli animi dei protagonisti della vicenda, nelle aule preposte come negli studi televisivi. Lunedì 12 ottobre a Lo Stato delle Cose, la trasmissione di Rai 3 condotta da Massimo Giletti, gli spettatori hanno assistito a scontri accesi, prima tra il consulente della famiglia di Chiara Poggi, Marzio Capra, e lo stesso Giletti, poi tra il genetista e l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi.

Tutto inizia quando il conduttore mostra un appunto scritto a mano dall’allora capitano dei carabinieri Alberto Marino, in cui si parla di un test effettuato sui pedali della bici di Alberto Stasi - al momento unico condannato in via definitiva per l’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli - con esito “zero”. Risultati che non sarebbero stati trasmessi a giudici e parti.

Giletti chiede a Capra: “Sono deficiente io a non capire che questo è negativo? O no? Me lo dica guardandomi in faccia, ne godo tanto”, chiede. E Capra replica senza giri di parole. “Sì, è deficiente. Il prelievo fatto da Marino è di un’ulteriore traccia, è nel solco dei successivi accertamenti”, a cui il conduttore risponde a sua volta con un sorriso: “Ne sono contento”.

Il secondo round è quello con De Rensis. “Se mi dà dell’ignorante mi fa un piacere, state speculando su una vicenda orrenda - dice Capra rispondendo a un commento del giornalista Brindani -. Marino non sapeva il tema dell’interrogatorio, non tutti sono persone stupende come De Rensis che sa sempre tutto, nessuno lo vede mai nei luoghi importanti ma sa sempre tutto, in televisione è sempre presente e sa sempre tutto”.

La risposta del legale: “Veda, Dott. Capra, la sua modestia intellettuale potrebbe essere spazzata via solo citando la sentenza della Cassazione del caso Bossetti, ma io non sono così basso. Se una persona ospite cerca di parlare del caso e sente riferimenti personali a Brindani e a me, io non posso dibattere in questa maniera. Loro da un anno e mezzo, a differenza della difesa Sempio (che al momento è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ndr), fanno attacchi personali”.

Attacchi frontali e colpi proibiti si susseguono in una vicenda che appassiona e divide gli italiani, che vede una copertura televisiva senza precedenti.

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