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Arriva il nuovo digitale terrestre
Ecco chi deve cambiare tv

Nel 2021 si passa al DVB-T2: trasmissioni 4K per fare posto al 5G

Arriva il nuovo digitale terrestre. Ecco chi deve cambiare tv

A dodici anni da quello che ha portato nelle case degli italiani il digitale terrestre arriva un altro switch off. Infatti a partire dal primo settembre 2021 e in step progressivi entreranno in funzione il nuovo standard, il DVB-T2, e il relativo codec HEVC/H.265 che permetteranno ai nostri televisori di ricevere trasmissioni di qualità video e audio migliore a quella attuale, fino al 4K Ultra Hd. I primi programmi trasmessi in Digital video broadcasting terrestrial 2, questo il significato dell’acronimo, si cominceranno a vedere a partire dal prossimo anno ma il passaggio di protocollo avverrà successivamente come stabilito dal Decreto Ministeriale 19 giugno 2019 del Mise.

Il provvedimento prevede l’attivazione della codifica MPEG-4 necessaria nell’ultimo quadrimestre del 2021 e dello standard DVBT-2 vero e proprio tra il 21 giugno 2022 e il 30 giugno 2022 con step progressivi: si parte in alcune regioni del nord tra cui Piemonte e Lombardia e poi giù a scendere. La scelta di "spegnere" lo standard attualmente in uso si è resa necessaria dopo che l’Unione europea ha chiesto ai Paesi membri di liberare alcune frequenze per attivare la trasmissione dati 5G. Premesso che lo switch off sarà meno traumatico di quello del 2007 - se non altro perché si tratta dell’implementazione di una tecnologia esistente - ora la domanda è: come si fa a sapere se il proprio televisore è compatibile con il DVB-T2? E, nel caso non lo fosse, cosa si deve fare per adeguarsi al nuovo standard?

Per quanto riguarda la prima domanda, l’elemento principale da considerare è l’anno di acquisto del dispositivo. In generale, se avete comprato il televisore nel 2017 o in un anno successivo non dovreste avere problemi perché è da allora che la maggioranza dei produttori, soprattutto i marchi più diffusi, ha introdotto il sintonizzatore integrato DVB-T2 nei propri tv. Potete inoltre verificare nel manuale di utilizzo del dispositivo alla voce «digitale terrestre» o «sintonizzazione» se compare la sigla DVB-T2. Se non avete conservato il manuale potete cercarlo online inserendo sui motori di ricerca il modello del vostro televisore (di norma è riportato in un adesivo sul retro del dispositivo). Se il manuale non è illuminante, potete sempre collegarvi al sito di TivùSat, la società partecipata dai principali operatori del settore, precisamente alla pagina dgtvi.tivu.tv nella quale potete verificare se il vostro tv o decoder ha il «bollino Platinum» che presuppone il rispetto dello standard di nuova generazione.

Cosa fare, invece, se il vostro televisore non risponde ai nuovi requisiti? La prima opzione, quella più dispendiosa, è di acquistare una smart tv di nuova generazione, magari usufruendo del bonus da 50 euro a famiglia che il governo ha varato. Sarà disponibile dal 18 dicembre e fino a tutto il 2022 per coloro che hanno un Isee fino a 20mila euro. La seconda è quella di acquistare un decoder compatibile al DVB-T2. Sono molti i modelli in circolazione con prezzi a partire da poche decine di euro. Alcuni sono dotati di memoria Usb per registrare i programmi e varie funzioni digitali per rendere il vecchio tv un po’ più smart.

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