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CIBO E SALUTE

Pazzi per le sardine. Da mangiare

Pazzi per le sardine. Da mangiare

Sono ormai il pesce del momento anche tra chi magari non ne ha mai vista una dentro il piatto. Eppure le sardine, oltre ad essere il famoso movimento fondato da quattro ragazzi bolognesi che sta riempiendo le piazze d’Italia, sono un ottimo pesce. Nutriente, saporito, con molte virtù per il nostro organismo e soprattutto «sostenibili» da un punto di vista ambientale. Perché non sono a rischio estinzione e popolano numerose i nostri mari, non sono allevate e sono alla base della catena alimentare: si nutrono esclusivamente di plancton e diventano le prede per i pesci più grandi. Questo vuol dire che nella loro carne non c’è il famoso accumulo di mercurio e metalli pesanti che si possono invece trovare in altre specie.
Inoltre da un punto di vista nutrizionale - appartengono alla categoria del pesce azzurro come le alici e le acciughe anche se sono leggermente più grasse - hanno pochi carboidrati - solo il 5% - mentre sono ricche di grassi prevalentemente insaturi appartenenti alla serie degli omega-3. Cioè quelli buoni e non dannosi per la salute. Qualche controindicazione però c’è. Ad esempio, chi soffre di gotta deve evitarla, mentre tutti coloro che dimostrano un certo grado di familiarità con questa patologia la devono consumare con molta moderazione. Questo perché le sardine hanno un elevato contenuto di purina che favorisce un accumulo di acido urico, sostanza nociva per chi soffre di questa malattia. Lo stesso accumulo può determinare anche la formazione di calcoli renali, motivo per cui anche chi soffre di questa patologia dovrebbe limitare il consumo di sardine.
Cucinarle è anche abbastanza facile. Oltre a essere l’ingrediente principe di uno dei piatti più saporiti della cucina siciliana, le sarde a beccafico, si possono preparare al forno,oppure fritte in padella o ancora alla griglia. In alternativa si possono preparate marinate con succo di limone, o aceto, e poi messe nel piatto con un po’ di aglio, olio e prezzemolo sminuzzato.
Quando si comprano al banco del pescivendolo per capire se sono fresche basta seguire gli accorgimenti utili per qualsiasi altro pesce: odore gradevole e delicato, non ammoniacale, corpo rigido e sodo, squame ben aderenti, colore brillante, branchie di colore rosaceo, tendente al rosso, occhio sporgente con pupilla nera e non arrossata e ventre non gonfio.

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