Dici vendemmia e pensi ai primi giorni dell’autunno. Le foglie che dal verde, lentamente, sfumano verso il giallo, il rosso, l’arancione, le diverse tonalità del marrone. Dici vendemmia in Franciacorta e pensi ad agosto. Da sempre il territorio in provincia di Brescia, dove le uve vengono destinate alla produzione di spumante, segna l’inizio del raccolto in Italia. E quest’anno la partenza è stata addirittura anticipata. Per la precisione, stando ai numeri forniti dalla Coldiretti, si tratta della seconda vendemmia più precoce dal dopoguerra a oggi. Sul podio subito dopo quella del 2003, anno di una storica siccità, quando si iniziò a raccogliere le uve il 2 agosto. Stavolta si è partiti il 4, ma sbaglia chi pensa che la causa sia dovuta al caldo eccessivo. L’anticipo è semmai legato all’inverno mite e alla primavera clemente. E comunque l’unica cosa che conta è: che vino sarà? Gli enologi sono concordi nel dire che sarà un’ottima annata. Anche per quanto riguarda i numeri della produzione che Coldiretti stima in aumento di almeno il 5% rispetto allo scorso anno, per un totale atteso di circa 44 milioni di ettolitri. Certo, dopo le uve Pinot e Chardonnay, a settembre ed ottobre toccherà alle «rosse». Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo, per concludere la vendemmia a novembre con Aglianico, Nebbiolo e Nerello. I numeri, quindi, possono cambiare, ma l’Associazione degli agricoltori sottolinea che «lo stato fitosanitario dei vigneti è molto buono con assenza di situazioni di criticità». Purtroppo, nonostante le premesse, pare che l’Italia dovrà accontentarsi di un secondo posto. Secondo le stime del ministero dell’Agricoltura francese, infatti, la produzione Oltralpe si attesterà sui 46,6 milioni di ettolitri comunque in leggero calo (-1%) rispetto al 2014. Poco male perché dati più che incoraggianti arrivano dall’export. Il nostro vino piace, e molto, all’estero. Nel primo quadrimestre del 2015, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, le esportazioni sono intanto aumentate in valore del 6% con il risultato che oltre la metà del fatturato realizzato dal vino quest’anno sarà ottenuto dalle vendite sul mercato fuori dai confini nazionali. In Italia resta il grande contributo che il settore vitivinicolo dà, soprattutto in termini di occupazione. Con la vendemmia, infatti, si attiva un vero e proprio motore economico che genera quasi 9,5 miliardi di fatturato (solo dalla vendita del vino ndr ) e che da occupazione a 1,25 milioni di persone. La vendemmia 2015 - ricorda la Coldiretti - coinvolgerà 650mila ettari di vigne, dei quali ben 480mila Docg, Doc e Igt e oltre 200mila aziende vitivinicole dove si prevede la presenza di un maggior numero di italiani, soprattutto giovani, rispetto agli extracomunitari. «La decisa svolta verso la qualità - commenta il presidente dell’Associazione, Roberto Moncalvo - ha messo in moto nel vino un percorso virtuoso in grado di conciliare ambiente e territorio con crescita economica e occupazionale anche attraverso l’integrazione di categorie come giovani, donne e immigrati che in questo momento hanno maggiori difficoltà nell’accesso al lavoro».
Prima vendemmia
Già raccolte in Franciacorta le uve bianche dell’annata 2015. È la seconda partenza più precoce dal dopoguerra a oggi
