Economia Civile, Benedetti: «Equità di genere e sviluppo sostenibile devono viaggiare insieme»
Tra le tematiche al centro dell’8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, in programma a Firenze dall’1 al 4 ottobre prossimi, ci sarà anche l’equità di genere.
Claudia Benedetti (Vice Presidente Vicaria iDEE – Associazione delle donne del Credito Cooperativo), in vista della kermesse di ottobre, ha fatto il punto della situazione: «Che si corra o si cammini, meglio farlo con due gambe. Ma allo sviluppo, anche nel nostro Paese, manca ancora il pieno contributo della “gamba femminile”. Lavora poco più di una donna su due e - anche se sono stati fatti innegabili passi in avanti - la rappresentanza ed i ruoli apicali non sono proprio equamente distribuiti. Eppure, per il vero sviluppo, che è democratico e sostenibile, non ci sono alternative all’equità. Anche nella sua declinazione di genere. È solo attraverso la piena integrazione di talenti, competenze e risorse di uomini e donne che possiamo rispondere alle innumerevoli sfide di un presente fragile e costruire un futuro che “faccia bene” alle comunità».
Un messaggio chiaro e forte, quindi, quello lanciato da Benedetti, che sottolinea come «l'equità di genere e lo sviluppo sostenibile sono due facce della stessa medaglia. Non può esistere un futuro ecologicamente sano, socialmente giusto ed economicamente prospero se metà della popolazione globale viene lasciata indietro. Gli studi dimostrano che sostenere la presenza femminile in spazi decisionali e ai vertici delle organizzazioni consente vantaggi e benefici tangibili a livello economico, produttivo, di competitività e di relazione. Sono ancora innumerevoli, però, gli ostacoli che le donne si trovano a fronteggiare per essere protagoniste della vita produttiva e dello spazio pubblico, in un complesso e faticoso equilibrio tra carichi di cura e possibilità lavorative, tra scelte, desideri e ambizioni e il peso degli stereotipi di genere».
Cosa occorre fare, allora, per imprimere un cambio di passo concreto? Per Benedetti «sostenere pratiche di equità significa consolidare strumenti capaci di attraversare trasversalmente l’ambito economico, sociale, politico, educativo e culturale, perché in ogni fase della loro vita le donne possano scegliere, formarsi, crescere e dare il proprio contributo, nella tutela delle loro libertà e diritti essenziali, a beneficio della società tutta. Ci sono segnali incoraggianti da coltivare. Perché l’EUconomia possa ancora meglio fiorire».
Dai blog
La modernità di Ulisse nell'Odissea pop di Christopher Nolan
La rinascita della melodia nelle canzoni di Valerio Piccolo
Geo-podcasting, ecco la realtà aumentata con suoni e voci