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Stalking digitale, Giorlandino: "Serve prevenzione contro le nuove frontiere della violenza"

Foto:  Il Tempo 

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Stalking digitale, la nuova frontiera della violenza invisibile: prevenzione, consapevolezza e tutela delle vittime. Nell'era della connessione permanente, la tecnologia ha trasformato profondamente il modo in cui le persone comunicano, lavorano e costruiscono relazioni. Gli stessi strumenti che facilitano la vita quotidiana possono però essere utilizzati in modo improprio, diventando mezzi di controllo, intimidazione e persecuzione. È in questo contesto che si inserisce il fenomeno dello stalking digitale, una forma sempre più diffusa di violenza che si manifesta attraverso l'uso di smartphone, social network, applicazioni di messaggistica, sistemi di geolocalizzazione e piattaforme online. Se in passato gli atti persecutori erano associati prevalentemente a pedinamenti, telefonate insistenti o presenze indesiderate nei luoghi frequentati dalla vittima, oggi il controllo può avvenire in maniera costante e silenziosa attraverso dispositivi tecnologici. L'accesso non autorizzato ai profili social, il monitoraggio degli spostamenti, l'invio compulsivo di messaggi, la creazione di account falsi, la diffusione di informazioni personali o l'utilizzo di strumenti di localizzazione rappresentano alcune delle modalità con cui lo stalking può manifestarsi nel mondo digitale. Secondo la dottoressa Mariastella Giorlandino, presidente della Fondazione Artemisia ETS, è fondamentale sviluppare una maggiore consapevolezza rispetto a questi comportamenti, che troppo spesso vengono sottovalutati o confusi con forme di interesse, gelosia o attenzione. In realtà, quando il controllo invade la libertà individuale e genera paura, ansia o uno stato di costante disagio, ci si trova di fronte a condotte che possono avere conseguenze significative sulla salute psicologica e sulla qualità della vita delle persone coinvolte.

Lo stalking digitale presenta caratteristiche particolarmente insidiose. A differenza delle forme tradizionali, infatti, può raggiungere la vittima in qualsiasi momento della giornata, senza limiti geografici e con una continuità che amplifica il senso di vulnerabilità. La percezione di essere osservati, monitorati o costantemente controllati può generare stati di stress cronico, disturbi del sonno, difficoltà relazionali, perdita di concentrazione e sintomi riconducibili all'ansia o alla depressione. La prevenzione assume quindi un ruolo centrale. Promuovere l'educazione digitale, sensibilizzare sull'uso corretto delle tecnologie e favorire la conoscenza degli strumenti di tutela disponibili rappresentano azioni indispensabili per contrastare il fenomeno. È altrettanto importante incoraggiare le vittime a non isolarsi e a chiedere supporto fin dai primi segnali di disagio, evitando che situazioni apparentemente marginali possano evolvere in forme più gravi di persecuzione. In questo ambito si inserisce l'impegno della Fondazione Artemisia ETS, che opera da anni nella promozione della salute, della prevenzione e della tutela delle persone più vulnerabili. Attraverso attività di informazione, iniziative educative, percorsi di sensibilizzazione e collaborazioni con professionisti di diversi settori, la Fondazione contribuisce a diffondere una cultura del rispetto e della protezione della persona, ponendo particolare attenzione ai fenomeni di violenza, abuso e discriminazione.

L'approccio multidisciplinare rappresenta uno degli elementi più importanti nella gestione di questi casi. Accanto agli aspetti giuridici e investigativi, infatti, assumono un ruolo determinante il supporto psicologico, l'assistenza sanitaria e l'accompagnamento delle vittime lungo il percorso di recupero della propria serenità. Intervenire tempestivamente significa non soltanto interrompere le condotte persecutorie, ma anche ridurre l'impatto che queste possono avere sul benessere complessivo della persona. La crescente diffusione delle tecnologie digitali rende necessario un costante aggiornamento degli strumenti di prevenzione e delle strategie di tutela. La sfida non riguarda esclusivamente le istituzioni o gli operatori specializzati, ma coinvolge l'intera società. Famiglie, scuole, professionisti, associazioni e realtà del terzo settore sono chiamati a collaborare per costruire una rete di protezione capace di riconoscere i segnali di rischio e offrire risposte efficaci. Comprendere che la violenza può assumere forme nuove e meno visibili è il primo passo per contrastarla. Lo stalking digitale non è un problema confinato al mondo virtuale: le sue conseguenze sono reali e possono incidere profondamente sulla vita delle persone. Per questo informazione, prevenzione e sostegno continuano a rappresentare strumenti fondamentali per promuovere sicurezza, libertà e dignità.

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