Economia civile, Marcocci (Vice Presidente Confcooperative): "Il welfare tradizionale sta mostrando tutti i suoi limiti"
«L’Italia invecchia. Lo dicono i numeri — un tasso di natalità ai minimi storici, una quota crescente di over 65, intere aree del Paese dove i servizi di prossimità si rarefanno mentre i bisogni si moltiplicano. Ma dietro i numeri c’è qualcosa di più profondo: una trasformazione del tessuto sociale che cambia radicalmente il volto della domanda di cura. Non si tratta più solo di garantire prestazioni sanitarie: si tratta di rispondere a solitudini strutturali, a fragilità che non hanno diagnosi ma pesano quanto una malattia, a famiglie che reggono carichi di cura senza reti di supporto adeguate».
A fare il quadro della situazione è Marco Marcocci (Vice Presidente Confcooperative nazionale), che nell’ottica di avvicinamento all’8ª edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile, spiega come «in questo scenario, il modello tradizionale di welfare — verticale, prestazionale, ospedalocentrico — mostra tutti i suoi limiti. La risposta non può venire solo dall’alto. Deve nascere nei territori, nelle comunità, negli spazi di vita quotidiana delle persone. È qui che si apre la grande sfida della salute di prossimità: un welfare che si avvicina, che anticipa, che accompagna. Un welfare che l’economia civile non si limita a teorizzare, ma pratica ogni giorno. Confcooperative rappresenta una parte significativa di questo mondo: le cooperative sociali che assistono anziani e persone fragili, le cooperative sanitarie di medici e infermieri che scelgono la forma cooperativa per restituire alla cura il suo senso più autentico, le società di mutuo soccorso che affondano le radici nella storia più profonda della solidarietà organizzata e che oggi tornano di straordinaria attualità. Soggetti diversi, uniti da una stessa visione: la persona al centro, il territorio come contesto, la comunità come risorsa».
Questi saranno alcuni dei temi al centro dell’8ª edizione del FNEC «ed è per questo – spiega Marcocci – che Confcooperative sostiene con convinzione il Festival Nazionale dell’Economia Civile. Il FNEC non è una vetrina: è un luogo di costruzione collettiva, dove visione e azione si incontrano. In questa ottava edizione vogliamo portare la voce di queste realtà e dei territori che servono, per dire con chiarezza che il futuro del welfare italiano — equo, sostenibile, vicino alle persone — si costruisce a partire dalla comunità».
Dai blog
L'estate di Anna Tatangelo e Welo: "Per noi è come una rinascita"
Eterno pioniere del jazz: cento volte Miles Davis
Ultimo annuncia il nuovo album: così lancia il concerto dei record