Lucio Fumo, l'uomo che ha portato i grandi del jazz in Abruzzo
A dicembre compie 90 anni. Da circa 60 anni organizza spettacoli teatrali e concerti di musica a Pescara, in Abruzzo. È l’inventore del primo festival estivo italiano del Jazz. Si chiama Lucio Fumo, teramano di nascita, ma pescarese a tutti gli effetti. Se la città dove abita da più di 60 anni ha potuto conoscere le più grandi star della musica jazz, ma anche artisti di fama mondiale del calibro di Bob Dylan e Burt Bacharach, solo per citarne qualcuno… lo deve alla passione di un uomo che ha fatto della cultura, e in particolare della musica, una vera e propria ragione di vita.
“Semplicemente amavo il jazz e avevo deciso di conoscere personalmente i musicisti che ammiravo sulle copertine dei miei vecchi LP. Così, ho cominciato a girare nei locali di Roma, Milano, Bologna e Parigi, ma non avrei mai pensato di riuscire a portare nella mia città quei big che ascoltavo ogni volta che ne avevo la possibilità”, sorride e spiega anche come ben vestito in giacca e cravatta e con una cartella sotto al braccio si intrufolava nei club e nei teatri più prestigiosi per entrare in contatto con gli artisti e con i loro manager.
“Devo tutto alla mia caparbietà, notoriamente una caratteristica di noi abruzzesi e anche all’incontro fortunato con alcuni amici qui a Pescara, i miei migliori amici ci tengo a dirlo, e che con me condividevano quella stessa passione. Nel 1963 organizziamo il primo concerto jazz in città con Gato Barbieri e quattro anni dopo, insieme a Ennio Flaiano - sorride mentre racconta la storia - fondiamo la Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara", (ndr. di cui oggi è ancora presidente e che in 60 anni ha organizzato più di 3.000 eventi). Nel 1968 ospitiamo il grande Duke Ellington e il giorno dopo il presidente dell’Azienda di Soggiorno, Diego de Sisto, mi mandò a chiamare e mi disse che dovevamo organizzare un Festival jazz”. L’estate dopo, era il 1969, ebbe inizio il Festival Pescara jazz, l’unico evento jazz estivo organizzato all’aperto. Special guest Bill Evans, a quell’epoca il genio del pianoforte.
Lucio Fumo ha avuto la direzione del Festival per oltre 30 anni, ospitando vere e proprie star del Jazz: Miles Davis, Ella Fitzgerald, Stan Getz e Charles Mingus. Negli anni anche qualche contaminazione, come James Taylor, Joan Baez, Tracy Chapman. E ancora Dianne Reeves e Kyle Eastwood, figlio del noto attore e regista, Gilberto Gil, Gal Costa, Caetano Veloso, i Manhattan Transfer, Bobby McFerrin, Dee Dee Bridgewater, Michel Petrucciani, e tantissimi altri. La lista è davvero lunga, ma se avete curiosità di capire chi ha portato in riva al mare adriatico Lucio Fumo nella sua vita, dategli pure appuntamento nel suo ufficio in Via Liguria 6 a Pescara o ancora fatevi invitare a casa sua. Sulle pareti troverete un numero impressionante di fotografie, tutte rigorosamente autografate, dei musicisti, dei cantanti e degli attori che sono passati nella città abruzzese, anche più di una volta. Se poi volete conoscere qualche aneddoto, allora provate a chiedergli di quando Natalie Cole gli accarezzò il viso, apprezzando la delicatezza e la carineria delle poche parole che lui, sedotto dal suo fascino probabilmente, aveva avuto il coraggio di sussurrarle o quando Joan Baez gli chiese un panino con qualche fetta di pomodoro, o quando Al Jarreau lo abbracciò così forte da togliergli il fiato, o dei 4 giorni passati con Dario Fo e Franca Rame con una conferenza stampa infinita dalla quale nessun giornalista voleva andar via. O delle bizzarrie di Keith Jarrett, noto per lasciare il palco di fronte a un pubblico rumoroso, che il musicista azzittì con poche righe minacciando di andarsene. “Non si sentì volare una mosca per tutto il concerto…”, commenta Fumo.
Nel 1991 presentò al Teatro Massimo di Pescara la prima esecuzione italiana ed europea del capolavoro di Charles Mingus “Epitaph”, diretto da Gunther Schuller con una orchestra di 32 musicisti. “Solo due settimane prima a New York c’era stata la prima assoluta dell’Opera che Mingus aveva composta e lasciato incompiuta da tempo; e che solo Gunther Schuller, di intesa con la vedova di Mingus, aveva completato. L’evento speciale fu replicato solo al Teatro dell’Opera di Roma il giorno seguente”, aggiunge. E potresti ascoltarlo per ore senza mai annoiarti. Il suo accento pescarese poi contraddistingue la peculiarità di ogni racconto. “A un certo punto, visto che il jazz estivo non ci bastava, sempre con l’aiuto del solito gruppo di amici abbiamo creato Jazz’n Fall, un festival autunnale che ha reso Pescara la prima città italiana con due appuntamenti jazz complementari. Comunque, sto già programmando la prossima edizione di Jazz’n Fall, che farà parte della 60^ stagione di concerti e spettacoli che organizzo con la società del Teatro e della Musica - specifica orgoglioso – Ed è già tutto pronto”.
Perché, Lucio Fumo lavora ancora, nel suo ufficio o da casa. Contatta personalmente produzioni e manager; fino allo scorso anno è stato presidente del Cidim (Comitato Italiano Nazionale Musica) e fino a qualche anno fa anche di Aiam Associazione Italiana Attività Musicali. Nel 2019, poi, ha deciso anche di scrivere un libro, sul Jazz naturalmente "Rapsodia in Blue Note - La storia di Pescara Jazz". Nel 2022 ha ricevuto il Premio Internazionale Flaiano Speciale per la cultura per «l’attività svolta da oltre cinquant’anni nella città di Pescara e per averne contribuito alla crescita culturale”.
L’anno scorso ha ricevuto anche il Premio Internazionale Cicognini di Francavilla, a Fumo ne è stato assegnato uno speciale “Una vita per la musica”. Quella sera ha fatto sorridere la platea del teatro raccontando di quando Sarah Vaughan, rifiutandosi di dormire in un albergo a Pescara, si trasferì a casa sua e sua moglie, a notte fonda, ha dovuto prepararle un piatto di pasta con gli avanzi del frigo. Michele Placido, tra i premiati di quella sera, gli si è avvicinato chiedendogli incuriosito l’età e restando stupito dei suoi quasi 90 anni. “Si, posso dire di aver realizzato il mio sogno. Ho più di tremila dischi e un patrimonio fotografico e cartaceo di grande valore culturale; spero di poter donare tutto al Museo del Jazz che vorrei tanto che si facesse qui a Pescara. E il giorno dell’inaugurazione conto di esserci”, conclude Fumo.
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