“Quello sottoscritto è un accordo di valore che mette al centro le persone e le loro esigenze e agevola l’adozione di strumenti a favore della conciliazione dei tempi vita-lavoro e un maggiore benessere lavorativo, con impatti positivi non solo sulla produttività, ma anche a livello ambientale, grazie a una diversa organizzazione della mobilità delle persone. Aspetti questi particolarmente attrattivi anche per le giovani generazioni”, così il segretario nazionale Uilca Massimiliano Pagani e la segretaria responsabile Uilca Gruppo Intesa Sanpaolo Simona Ortolani soddisfatti per la firma raggiunta in Intesa Sanpaolo. “Si tratta di un’intesa che riconduce la fruizione volontaria dello smart working e della settimana corta, già applicabile in base al Contratto Nazionale del Credito, a una disciplina collettiva. Inoltre, ne consentirà un’estensione progressiva anche alla rete fisica delle filiali. Il tutto in coerenza con le richieste e le rivendicazioni Uilca e Uil nel tempo: già nel 2014 la Uilca fu tra i promotori del primo accordo sul lavoro agile”.
L’accordo, quindi, per Uilca valorizza il percorso già avviato in un tempo in cui il lavoro agile non era ancora disciplinato dalla normativa e l’esperienza maturata all’interno del Gruppo. Inoltre, contribuisce alla gestione delle importanti trasformazioni in atto nel settore e riconosce, per le giornate lavorate in modalità agile, un buono pasto di 4,50 euro come ristoro economico.
A conferma dell’importanza che la contrattazione riveste nel Gruppo Intesa Sanpaolo, l’accordo, fanno sapere Pagani e Ortolani, “si aggiunge a quelli di più recente firma con cui le giornate di formazione flessibile per la rete sono state incrementate a otto e sono stati definiti i percorsi professionali per il personale delle filiali digitali. In aggiunta, rende omogenee le regole in materia di organizzazione del lavoro fra i comparti del credito e delle assicurazioni per il quale, già lo scorso febbraio, era stato sottoscritto un apposito protocollo”.