Siamo in dirittura di arrivo per il cantiere della sede dell’Istituto archeologico germanico di Roma. Un maxi progetto da 26 milioni di euro, con committenza internazionale. Dopo dieci anni di cantiere nuova vita per il tempio degli studiosi di tutto il mondo. Un progetto firmato dallo studio di architettura e ingegneria Insula Srl. che riporterà il D.A.I. nella sua sede originaria in via Sardegna.
«Il nuovo progetto ha salvaguardato l’identità e lo spirito dell’epoca del fabbricato, rendendola contemporanea e coniugandovi le esigenze di adeguamento strutturale, impiantistico e normativo», spiega l’architetto Eugenio Cipollone, partner dello studio Insula che continua «Gli ambienti che da sempre ne caratterizzano spazialità e funzionalità, come la grande sala conferenze a doppia altezza, la biblioteca Platneriana e la sala lettura su due livelli con il grande ballatoio centrale sono stati oggetto di un’accurata progettazione ».
Committenza internazionale e design italiano per un luogo della formazione e della cultura, una valorizzazione del complesso immobiliare esistente e la ricerca dell’eccellenza nel progetto architettonico per ridare casa ad un patrimonio sulla corrispondenza e gli scavi archeologici.
Il Deutsches Archaeologisches Institut (D.A.I.) ritorna dopo anni nella sua storica sede di via Sardegna, un significativo traguardo anche per la città di Roma, unica Capitale al mondo in cui risiedono oltre 70 istituti di cultura e accademie straniere. Il team italo-tedesco coordinato dai romani di Insula porterà a segno entro l’estate del 2022 questo maxi progetto, che aprirà le sue porte entro la fine di quest’anno.
Dal punto di vista architettonico l’edificio si caratterizza per una pianta rettangolare e si sviluppa su 5 piani fuori terra più un attico e due piani interrati per complessivi 6.000 metri quadri di superficie. Al suo interno, accoglie numerose e complesse funzioni: una biblioteca a libera consultazione articolata su quattro livelli; tre sale di lettura; un deposito libri; una fototeca con 300.000 immagini e 200.000 negativi; una sala conferenze a doppia altezza da 150 posti; la biblioteca Platneriana con 6.000 volumi, utilizzabile per conferenze, da 50 posti; uno spazio espositivo; 35 uffici per una cinquantina di addetti; una foresteria per 8 borsisti; un alloggio per il custode; un garage interrato; un piccolo giardino e una terrazza.
La ristrutturazione è frutto di un progetto firmato da Insula architettura e ingegneria srl con Wenzel + Wenzel, Bollinger+Grohmann e IGP a seguito di una gara di progettazione europea. I lavori sono stati realizzati dall’impresa Pasqualucci Costruzioni srl, la stessa che aveva costruito l'edificio nel 1962.
