Massimiliano Umberti, lei è in corsa con il centrosinistra che parte però svantaggiato, come pensa di recuperare il gap di voti?
«Dalla mia parte politica eravamo suddivisi in tre, ci sono ora ampi margini per acquisire voti lì ma direi soprattutto di dover prima confermare i miei perché questo sarebbe già sufficiente per vincere. Per questo il mio invito è di tornare a votare in massa e naturalmente cercherò di convincere chi non mi ha votato a farlo».
Perché è arrivato secondo nelle preferenze?
«Per me è stato un risultato meraviglioso, abbiamo ottenuto il 5% in più rispetto alla precedente tornata elettorale. Le ripeto, la colpa è data dal fatto che eravamo divisi in tre e quindi i voti si sono divisi per tre candidati diversi».
Se invece dovesse farcela al ballottaggio, cosa salverebbe del programma del suo avversario e cosa invece no?
«Ci sono delle convergenze su alcuni temi, per esempio sulla sicurezza. Il mio avversario politico reclama la necessità di riaprire le caserme dei carabinieri che sono chiuse e di ripristinare quindi il presidio sul territorio che ora è assente. Su questo sono molto d'accordo. Diversamente non posso condividere la scelta di alcuni candidati nella lista. Ci sono personaggi che sono stati arrestati in passato ed esponenti di CasaPound, si tratta di persone molto lontane dalla mia idea di valori e ideali».
Di che cosa ha davvero bisogno questo Municipio?
«Il Municipio ha bisogno di essere totalmente stravolto. Paghiamo un gap culturale altissimo, ma anche economico. Ci sono grandi problemi di mobilità che ci portiamo avanti da troppo tempo. Sul territorio, poi, abbiamo grossi centri radiotelevisivi e la follia è quella di non avere un cinema, così come un liceo classico o un teatro. Tanti quartieri sono isolati, come Casal Monastero e poi ci sono nodi da sciogliere da sempre, la Tiburtina e i lavori infiniti che non permettono ad aziende e a imprenditori di venire ad investire proprio a causa di questa strada».
